Lady V (Marilena Lualdi)

Al tempo in cui il desiderio serviva ancora a qualcosa... (Grimm)

Varese e la provincia viste dalle donne

Brinzio e la pace

Mag 16 2012

Brinzio. Mi ritrovo quasi per caso, per sfuggire alla strada più frequentata. Tanto che per un attimo temo di essermi persa, non essendo abituata a questa pace.

Il verde è più forte di tutto, e scava i suoi sentieri. Macchine rare e silenziose. La Madonnina che veglia sui ciclisti e chilometri di tranquillità a pochi passi dalla città.

Brinzio e la pace. Pochi minuti prima, ero infilata nel grigio dell'attesa. Adesso la primavera mi ha sospinto qui. In uno degli angoli della nostra provincia, che sa nutrirsi di pace.

La coda 25

Mag 15 2012

Niente orse, solo leoni. Anche oggi la coda 25 a Varese city: che tradotto in cifra, significa non 25 chilometri all'ora. Magari. No, vuol dire 25 minuti per percorrere più o meno due chilometri. Per il solito non-motivo. Apparentemente (perché le ragioni delle code hanno sempre un non so che di misterioso) dei lavoretti che incidevano in un unico punto molto più in là. Perché? La domanda numero uno dei filosofi si ripropone in tutta la sua potenza. E per l'eternità senza risposta.

L'orsa e il traffico

Mag 14 2012

Archiviata la gentilezza, è rimasta solo la coda di auto. Un varesino attento si è chiesto la ragione del rallentamento di qualche giorno fa e ne ha tracciate almeno tre: dall'incidente, ai lavori maestosi fino a un taglio d'erba semplice e terribile. Sarebbe fantastico assistere a una scena come quella dell'orsa in Trentino, uscita con i suoi cuccioli. Automobilisti fermi per sfogliare una pagina di favola. Anche sulle nostre strade compare qualche animale, e a volte è pure rischioso. Ma che bello se accadesse come in quel caso, senza pericoli. Solo con una passeggiata benefica, che rilassa anche i nervi degli automobilisti. In una circostanza fermi per motivi naturali.

Tutte mamme coraggio

Mag 13 2012

Di tanto in tanto riecheggia l'espressione "mamma coraggio". Abusata o enfatizzata, anche calzante ma non importa: è che in fondo siamo tutte mamme coraggio.

Una definizione che nasce dallo stesso essere madre, in ogni forma di maternità che è attenzione agli altri ed è prendersi cura.

Osservando tante mamme che camminano, corrono, sono ferme a contemplare i loro bambini o coloro di cui si curano (perché si può essere mamme anche di un anziano, di una persona in difficoltà, di un compagno), non si può che sentire vibrare quel coraggio.

Che è coraggio di vivere e dare la vita, di spingere avanti con l'esempio, con lo sguardo, con la propria attività quotidiana.

Auguri a tutte le mamme, perché sono coraggiose. E del loro coraggio hanno bisogno tutti. 

La gentilezza di una coda

Mag 12 2012

Sulla strada torrida e bloccata non si sa perché, tutti sono inconsolabili. Persino dal vetro annebbiato dalla rabbia lo vedi.

Ad un tratto, un ragazzo dal piglio deciso scende dal furgone e si avvicina alla macchina davanti. Un saluto tra amici ritrovati in coda, sarebbe già tanto.

Invece no, la signora al volante abbassa il finestrino e lui con un sorriso le fa segno di guardare il tetto della macchina: una cartelletta è lì, pronta a volare via alla prima sgommata. Che chissà quando avverrà, però...

L'angelo torna al suo furgone, la signora ringrazia timidamente. Persino la gentilezza, in una coda.

Il contagocce e il diluvio

Mag 11 2012

Accade in un attimo. La primavera si porta avanti con i lavori, e si spaccia per estate: all'improvviso le piazze sono spiagge senza refrigerio, e anche il buon gusto è con il contagocce.

Scene dall'ex patria della moda e dello stile: sbrindellati, smanicati, sono comparsi persino loro... i sandali infradito. Dio delle città, grazie che fai tornare la pioggia. Abbi pietà di noi però, e fai che non sia il diluvio universale. Ti capiremmo, si intende.

Noi così italiani - on the road

Mag 10 2012

Contemplare un quadretto per sentirsi più italiani, in terra di frontiera.

A un incrocio semaforico un ciclista deve svoltare a sinistra: il rosso lo frena, fino a un certo punto. Si spinge centimetro dopo centimetro più avanti, supera la linea d'arresto, si dondola sulla bici e pregusta già la partenza. Anzi, la brucia: ecco che si lancia quando ancora il rosso lo fissa severamente.

Solo che frattempo un'auto incautamente è passata con il verde. E lui sdegnato alza la mano e la maledice per l'insolenza. Ma ti pare di proseguire nonostante il verde?

Tutti italiani on the road.

Gli sprechi siamo noi

Mag 09 2012

Stiamo tenacemente conto dei maxisprechi di quel signore che ci affligge e poco ci assiste: si chiama Stato. Indignati perenni, ci stracciamo le vesti al primo balenare di sperpero. Figurarsi quando crescono, un lento e macroscopico deposito di soldi al vento. Ma quando possiamo offrire l'ormai tipico "aiutino", non ci tiriamo indietro. Un esempio che alimenta mille sospiri, è il povero, scalcagnato rubinetto al cimitero. Costantemente aperto, anche di poco. Quanti lo utilizzano e poi se ne vanno lasciando che scorra l'acqua: a casa loro, dubito che si comportino così. Solo una goccia nell'oceano, d'accordo. Ma ce la mettiamo noi.

Il pedone brontolone

Mag 08 2012

Sulle strade di Varese automobilisti e pedoni continuano a remarsi contro. E ogni momento di debolezza viene punito. A una rotonda, con tanto di passaggio pedonale, la povera automobilista vede un signore di mezza età fermo con fare minaccioso. Si ferma, come avrebbe fatto con chiunque, va precisato. Ma è allora che la minaccia diventa realtà. No - urla il pedone - vada, vada avanti lei. E muove la mano con segno inequivocabile a rafforzare il messaggio. Un ulteriore momento di esitazione viene punito con uno sguardo in grado di incenerire chiunque. Meglio ripartire. Mica che si offenda e chiami i vigili.

I giovani che non sanno

Mag 07 2012

La nuova sentenza sui giovani è arrivata. Semplicemente, non sanno. L'italiano, questo sconosciuto; la matematica, molto più di un'opinione. Ministro Fornero, avrà ragione. Ma chissà perché sempre che i giovani siano un'entità che spunta dal nulla. Certo, piovono puntuali anche le critiche sulla scuola, sull'università. Guardando ai giovani, però, ci sembra che abbiano anche qualche qualità che in altre generazioni sfuggivano. E soprattutto, ci chiediamo: i giovani forse sono poco pragmatici? Non avranno preso anche dalla politica che continua a emettere sentenze (anche) su di loro, e non cambia mai nulla? Ai tecnici l'ardua - e si spera finalmente concreta - sentenza.

Ma c'è anche questo

Mag 06 2012

In poche ore mi è successo tre volte: entro in un negozio, chiedo un prodotto e mi sento rispondere - a prescindere dalla disponibilità o meno - "Sì, ma c'è anche questo...". In un caso, anche in farmacia: a essere fiscali, il prodotto in questione mi è stato prescritto dal medico.

Quindi, se si usa l'espressione "Ma non te l'ha mica ordinato il dottore", è sbagliata, ecco.

Starò galoppando verso la vecchiaia, però la sindrome del "ma anche" quando voglio qualcosa (pagandomela) mi irrita un po'. Insomma, persino Vetroni - che non siede dietro a un bancone peraltro - l'ha un po' accantonata.

Sono nipote di commercianti e adoro le vetrine, i nostri negozi e ciò che rappresentano. Infatti, non ne faccio una colpa a nessuno e mi sono simpatici pure quelli che mi fanno l'offerta alternativa: difatti, dimentico e torno da loro. Non è nemmeno un problema loro: ormai la sindrome colpisce pure altri settori.

Fa niente, tornerò da voi, va bene. E quando si affaccia quella proposta, io sospiro e rispondo: ma anche no.

Il tempo sui Monti

Mag 05 2012

Il mio benzinaio - a dire il vero sono due i più gettonati, ma li racchiudo in un'unica figura - è sempre sorridente: l'ho scelto anche per questo motivo, così mi addolcisce l'impatto. Inoltre, è un pozzo se non di benzina - visti i prezzi, lui incolpevole -, di saggezza. Oggi mi ha pure innescato un dubbio, scorgendo il cielo cupo. Non è che Monti si è accordato con lassù per sfoderare ogni weekend con tuoni e fulmini? In questo modo - ha spiegato - gli italiani non si avventurano in viaggio e risparmiano, il che si accorda con l'austerità. Per un attimo ho tremato di fronte al potere dei professori. Poi mi sono ricordata che per settimana prossima viene preannunciato il "caldo africano". Mi sono messa al volante più serena, meno variabile. E naturalmente con il portafoglio alleggerito dal pieno.

Pensierosa tra le pecore

Mag 04 2012

La pausa forzata mattutina è nel gregge. Non quello umano, unito da rogne e nervosismo, bensì le pecorelle che si aggirano a ridosso della superstrada. I cani rigorosi nel guidarle lontano dai pericoli, ogni tanto fingono di distrarsi per lasciar loro la possibilità di "addentare" qualche pianta di passaggio. I pastori si scusano, ma io mi rallegro. Quale occasione migliore di pensare: a rilento tra le pecore, e non per un fantomatico cantiere o peggio un incidente, o una grana talvolta anche irrisoria. Fate piano se potete. Che io penso, o ci provo.

Il Quartetto Certa

Mag 03 2012

In coda ho osservato quattro signore sulla sessantina: parlottavano, si confrontavano su prezzi, prodotti ed esigenze. Un piglio serio, ma simpatico, vestiti sbrigativi e un tocco garbato di collane o orecchini che non stonava con la spesa. Sì, la loro si chiama spesa, non shopping. Già questa è una garanzia.

Ho pensato: ah se queste signore per un quarto d'ora, un giorno, o un mese avessero in mano le redini del bilancio nazionale. Mi sentirei più sicura.

E mentre si allontanavano quasi canticchiando con il loro chiacchiericcio, ho pensato: questo è il Quartetto "Certa". Una lettera che si sposta e un equilibrio ritrovato per un istante di sogno.

Il primo maggio di un papà

Mag 01 2012

Dedico il primo maggio a un papà, il cui sguardo mi segna. Un papà senza lavoro, come tanti altri, e meno male – gli dicono - non ha una famiglia numerosa, ma un unico bambino. Come altri.  Sua moglie ha un lavoro e in qualche modo vanno avanti. Insomma, il suo è un dramma pesante, ma meno di altri apparentemente: tant’è che sta cercando da tempo un posto per sé, senza dimenticare un ex collega con tre figli. E per lui si dà ancora più da fare.

Non ha niente di speciale, questo papà, in un’epoca maledetta non dalla sorte, ma da affaristi e perverse logiche che qualcuno avrà pur costruito. Tranne lo sguardo, triste e chiuso. Non si lamenta mai. Ha sempre fatto l’operaio specializzato, con dedizione e onestà, finché la sua ditta ha chiuso. Da allora si è messo sulle tracce di un altro impiego. Nonostante abbia angeli che si sono commossi e cercano di aiutarlo, più spesso trova sulla strada persone che lo illudono, ma quando c’è da firmare un contratto, si rivolgono a chi ha 20 anni meno di lui.

Questo papà – che si è sempre occupato della sua famiglia e appena poteva, anche degli altri - incassa delusione dopo delusione e il suo sguardo vaga sempre più in basso. Oggi non oso pensare che effetto gli farà tutta la retorica scatenata sui nostri schermi.

E quindi lo sussurro, per non fargli male, ma ho proprio voglia di dirgli: guarda che questo primo maggio è tuo e non te lo può togliere nessuno, a differenza del lavoro. Che tu ti senti vuoto, ma sei un esempio di dignità e l’orgoglio della tua famiglia. Certo, con l’orgoglio non si mangia. Ma gli sguardi delle persone care, di un figlio che va fiero di te, tanti di quegli sfruttatori che ci hanno portato a questo disastro, non li vedranno mai.

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