Una "cena al buio"
per riscoprire i sensi

Un'occasione speciale per riscoprire i sensi (Foto by Enrico Scaringi / Varese Press)

VARESE Il buio spesso fa paura. E invece può diventare un'esperienza divertente come un pomeriggio di sole, istruttiva come una mattinata di scuola, e anche più intrigante della penombra al lume di una candela. Parola di chi ha provato la «Cena al buio» promossa dall'Unione italiana ciechi (Uci) di Varese nel salone dell'esperienza Tana d'Orso di Mustonate: il primo evento, sperimentale, a fine novembre, è stato «testato» su alcuni amici degli associati che ne sono usciti entusiasti, tanto da convincere la presidente dell'Uic, Angela Mazzetti, a trasformare l'idea in un appuntamento fisso, aperto a tutti i cittadini, con cadenza bimestrale, l'ultimo mercoledì del mese a partire dal prossimo 24 febbraio.
«Un'esperienza viva – spiega Mazzetti - che ha il merito di riuscire a mettere in contatto le persone con una realtà particolare, quella dell'assenza di luce, e capire che il buio, una volta che ci sei dentro, non è poi così drammatico». Un invito esplicito a superare la paura del buio che non prende solo i bambini al momento di andare a dormire, ma spesso condiziona anche gli adulti «perché la disabilità visiva stranisce più delle altre», afferma la presidente.
Il primo passo per partecipare alla «Cena al buio» è prenotare, con almeno una settimana di anticipo, inviando una mail a info@cenalbuiovarese.it (tel 0331/82.71.20 oppure 339/73.07.251). Il secondo è presentarsi puntuali al ristorante Tana d'Orso dove si viene accolti da un ricco aperitivo con buffet «illuminato e illuminante», durante il quale gli organizzatori assegnano i posti e daranno a ciascuno le istruzioni di base su come affrontare la cena, ad esempio su come distinguere al tatto la bottiglia del vino e quella dell'acqua, su come riempire i bicchieri fidandosi solo dei polpastrelli e cose simili. A questo punto non resta che entrare nella sala da pranzo, completamente e rigorosamente al buio: i commensali di ogni tavolo si prendono per mano e scendono nella sala guidati dal cameriere, anch'egli non vedente e poi iniziano le portate: il primo, il secondo e il dessert. «Un menù da gustare e odorare – raccontano dall'Uic - non sai mai quanto cibo hai davanti, il più delle volte la forchetta pesca nel vuoto». Durante la cena al buio nessuno ci vede, e c'è chi ne potrebbe approfittare per aiutarsi con le mani o per ballare guancia a guancia sui brani intonati dal pianista. E alla fine un caffè a luci accese per scambiarsi opinioni e impressioni sulla serata. Il costo singolo della cena è di 40 euro, al netto dell'offerta che ciascuno può scegliere di lasciare all'associazione.
Una serata particolare che l'Uic di Varese è disposta ad organizzare anche su richiesta particolare per incontri aziendali, compleanni e anniversari.

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