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Cameriere "brutte",
ecco le prescelte

Renata Battaini e Liliana Oliverio (Foto by varesepress/santini)

VARESE «Se le brutte sono queste, in Italia siamo fortunati». Lo pensa Graziano Ballinari, titolare dell'osteria «Cose di Altri Tempi» di Bizzozero. E lo pensiamo anche noi dopo aver conosciuto le due splendide signore che hanno battuto le 200 concorrenti in corsa per un posto di cameriera «brutta ma simpatica». Un annuncio che chiedeva alle «belle e rifatte» di astenersi. La prima vincitrice è già in servizio. Si chiama Renata Battaini, ha 55 anni, è mamma di due figlie (Sarah e Elena) e nonna di un nipotino. Vive a Gurone ed era disoccupata dal 2008. «Mi sono presentata a numerosi colloqui e, con vari giri di parole, mi hanno sempre fatto capire che non ero adatta» racconta. Ha saputo della singolare selezione in televisione e ha detto «mi candido». «Pensavo che i miei familiari mi dissuadessero dicendomi che non ero così brutta come pensavo, e invece mi hanno incoraggiato a partecipare. Mio marito ha detto “prova, tu sei valida per come sei”». Riguardo alla bellezza: «fortunato chi ce l'ha di natura, ma ricorrere alla chirurgia estetica ha poco senso. Per avere successo, più della bellezza, conta la fiducia in se stessi».
La seconda prescelta si chiama Liliana Oliverio, 47 anni, di Malnate. È di origine calabrese ed è nata in casa, come accadeva una volta e questo la fa sentire «più vera e genuina». Ha 10 fratelli ed è zia di 50 nipoti. È single e il suo motto è «io appartengo a Gesù». «Da poco frequento la chiesa evangelica New Vision di Stabio. Non mi ritengo brutta, ho partecipato alla selezione perché ho capito il messaggio che voleva lanciare Ballinari. Se ho ottenuto questo lavoro è anche grazie a Gesù». Nella sua vita Liliana, che da piccola veniva soprannominata «Anna Magnani», ha fatto tanti lavori e lavoretti. È stata capoturno in fabbrica. Successivamente ha frequentato il corso Asa e ha lavorato in un centro per malati psichici. È simpatica e affabile e la si potrà incontrare da domani tra i tavoli dell'osteria.
Finita la raccolta delle candidature, a Graziano Ballinari vengono recapitati persino i regali. Una signora, Giulietta, ha portato tende ricamate a mano. Sul bancone c'è anche un vaso di fiori omaggiato da una sessantacinquenne di nome Tata. Per posta continuano ad arrivare cartoline, l'ultima da Siena, con incoraggiamenti e congratulazioni per l'iniziativa. Per informazioni riguardo alla selezione hanno chiamato oltre 300 persone (tutte italiane tranne due straniere). Molte candidate sono state proposte dai mariti. Hanno telefonato per fissare un colloquio anche donne residenti in altre regioni, disposte a trasferirsi a Varese pur di avere un contratto di 1000 euro al mese. «Questa ricerca ha fatto emergere le grandi difficoltà che vive una donna non più giovanissima in cerca di un lavoro» conclude Ballinari. «Ma ha anche dimostrato quante signore coraggiose, dinamiche e desiderose di fare ci siano in Italia. Quello che è sicuro è che il mondo del lavoro, così com'è adesso, deve cambiare».
Adriana Morlacchi

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