Sgominata la gang dei clandestini

VARESE E’ vero che c’è la crisi. Ed è anche vero che è difficile tirare avanti potendo contare soltanto sulla pensione sociale. Però c’è un limite ai sistemi che si possono trovare per arrotondare gli introiti. E il metodo adottato da quattro anziani della provincia varesina, coordinati da altri tre personaggi (tutti italiani) a dir poco loschi e ben più abbienti, va decisamente al di là di questo limite.Dopo un’indagine durata due mesi, e tutt’ora in corso, la Digos di Varese ha individuato e smantellato un’organizzazione fuorilegge: si era specializzata nel fare entrare in Italia, in maniera del tutto illegale, stranieri provenienti dal Nord Africa, ma anche dal Bangladesh e dal Pakistan. Il “giro” era gestito da sette italiani: tre erano le menti, gli altri quattro (i pensionati) erano invece quelli che fornivano il “paravento” dietro il quale si svolgevano gli affari sporchi. Approfittando delle norme sulla regolarizzazione di colf e badanti, fingevano di assumere extracomunitari per adibirli alle mansioni di assistenza alla terza età o ai lavori domestici. In altri casi, utilizzando le porte aperte dal Decreto flussi 2007, garantivano contratti a tempo indeterminato che però, alla prova dei fatti, si rivelavano solo stagionali (3 mesi). Ciascuno dei nonnini aveva alle sue “dipendenze” due o tre immigrati. I primi ad essere raggirati erano proprio gli extracomunitari: convinti di poter comperare, dal loro Paese d’origine, un posto di lavoro

per poter rimanere in Italia, non solo venivano spennati dai loro committenti, ma scoprivano poi che il lavoro non esisteva affatto. E senza una fonte lecita di guadagno, andavano presto a ingrossare il numero dei clandestini.Finora di immigrati caduti nella rete ne sono stati contati tredici, ma è molto probabile che il numero vada ad aumentare nel corso dei prossimi giorni con il prosieguo delle indagini. Sono stati tutti denunciati dalla Digos: anzi, uno di loro è stato arrestato, perché era già stato espulso una volta dal Belpaese. Anche se gabbati dai sette italiani, avevano tutti scelto consapevolmente di utilizzare una scappatoia a dir poco torbida per raggiungere e restare nel Belpaese. All’intermediario che li contattava nelle loro terre davano subito 2-3 mila euro (a seconda dei casi) per poter “velocizzare” le pratiche dell’espatrio. Altri quattrini li versavano poi agli italiani una volta giunti su suolo tricolore: in tutto, quindi, dovevano sborsare di tasca propria 6-7 mila euro senza nessuna speranza di rientrare nelle spese, se non trovandosi altri lavori in nero. E proprio in questo ambito sono stati denunciati altri due imprenditori varesini, colpevoli di aver impiegato e sfruttato manovalanza irregolare. Lo straniero che ha denunciato l’inghippo alla questura, facendo scattare le indagini, sgobbava come muratore per 12 ore al giorno (mezzo sabato e domenica esclusi) per la miseria di 400 euro al mese. E senza l’ombra di contributi.

e.romano

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