La stella di Vincenzoni vera luce sul cielo del Baff

BUST0 ARSIZIO Inaugurazione dell’ottava edizione del Busto Arsizio Film Festival (per gli amici: Baff) e già tanta voglia di farsi i complimenti. Un po’ a ragione, dato che intorno e grazie alla manifestazione è nata una scuola di cinema, l’Accademia Michelangelo Antonioni. Però chi si loda si imbroda, e la festa di ieri – proprio in una bella sala dell’Accademia, un tempo Villa Calcaterra – è stata soprattutto all’insegna del “quanto siamo bravi e belli”. Nulla di male, per carità, se c’è la convinzione di avere lavorato bene nell’interesse della città. Fa un po’ specie, però, il clima da resoconto più che da blocco di partenza, con il direttore artistico Vittorio Giacci che anticipa come “la qualità dei film di quest’anno sia la migliore di tutte le edizioni” (aspettiamo di vederli prima di dirci d’accordo o meno); o il sindaco Gigi Farioli che al termine di un’epica prolusione dichiara Busto “capitale del cinema” e l’argomento di quest’anno (“figli di un padre o figli di nessuno?”) “il tema del secolo”, non prima però di avere ammesso i suoi frequenti peccati d’orgoglio. Lo diciamo noi per primi: motivi d’orgoglio il Baff ne ha e sarebbe sbagliato e scorretto non riconoscerli, o fare finta di niente. Ma i conti preferiamo farli alla fine e non all’inizio della manifestazione, perché vorremmo si evitasse che eccessi di enfasi

e “grandeur” sortissero l’effetto contrario, dimostrando quanto sia difficile scrollarsi di dosso un pizzico di provincialismo. Applausi, quindi, alle distinte sobrietà e concretezze del presidente del Baff Gabriele Tosi o all’eleganza raffinata dell’ospite d’onore Fabrizio Gifuni, davvero uno dei migliori attori italiani della sua generazione. Proprio a Gifuni, nella sua popolare veste di Basaglia, protagonista di una seguitissima fiction tv, si è rivolto Farioli sottolineando la follia sua e degli altri “pazzi” che otto anni fa decisero di fare di un importante centro manifatturiero come Busto una realtà cinematografica viva e stimolante, da molti punti di vista. Madrina della festa Alessia Luongo Di Giacomo, napoletana ma definita dal sindaco “diversamente settentrionale” (citando Van DeSfroos), la quale ha intrattenuto con vivacità introducendo il vero pezzo da 90 del festival, Luciano Vincenzoni, uno dei massimi sceneggiatori del cinema italiano, autore tra l’altro di “La grande guerra” di Monicelli e “Avanti!” di Billy Wilder. Insomma, i prossimi giorni si preannunciano quantomeno intensi. Piccola polemica che investe la provincia tutta. Tra ieri e l’altro ieri si sono inaugurati il Baff e la nuova Gam di Gallarate ed è andato a concludersi il Festival dei Cortisonici di Varese. Tre eventi di grande importanza a distanza di pochi chilometri, col rischio che la sovrapposizione disorientasse chi magari avrebbe voluto seguirli tutti. Parlarsi prima era così difficile? Mauro Gervasini

m.lualdi

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