VARESE Il Governo taglia i fondi e i sindacati di polizia non ci pensano due volte: «Tutti a casa di Maroni». La grande adunata di protesta è stata organizzata proprio per domani, giovedì 10 giugno, a Varese, madrepatria del ministro dell’Interno che non più tardi del mese scorso l’ha definita il “laboratorio della sicurezza”. Qui si concentreranno i poliziotti iscritti al Consap provenienti da ogni angolo dell’area del “centro-Nord”, per un giorno tutti insieme contro i provvedimenti contenuti nella manovra finanziaria in discussione in Parlamento.«Ci raduneremo domani in piazza della Libertà – conferma Giorgio Innocenzi, segretario generale Consap – davanti alla questura e agli uffici della prefettura. Ma passeremo anche di fronte all’abitazione del ministro, che abita poco fuori Varese. Vogliamo farci sentire». Obiettivo fissato nel mirino degli agenti di polizia, casa di Maroni a parte, sono le misure al vaglio del Governo come l’eliminazione dei fondi per le missioni all’estero, gli stipendi bloccati per 3 anni, la sparizione dei 300 milioni destinati al riordino delle carriere, i trattamenti di fine rapporto ridotti del 25%. E poi ci sono le spese urgenti di ordinaria amministrazione, un problema non certo marginale: mancano gli automezzi, secondo i sindacati, e mancano i soldi per ripararli e per fare
il pieno di benzina. Così, visto che Maroni è di casa da queste parti e visto che è qui anche in questi giorni per la firma da mettere sui vari patti per la sicurezza dei laghi, i poliziotti hanno pensato di raggiungerlo per «ricordargli che per assicurarla hanno bisogno anche degli strumenti adeguati: la manovra finanziaria non riconosce agli uomini della sicurezza l’impegno che hanno mostrato in questi anni con una lotta serrata alla criminalità». Già la nel 2009 erano stati tagliati 16 milioni di euro a al capitolo dell’ordine pubblico e sicurezza. A questo si aggiungono i tagli previsti quest’anno, creando una «situazione intollerabile che i poliziotti non sono più disponibili a tollerare». «Così si fa morire la sicurezza e la polizia di Stato», aggiunge il segretario di Varese Carluigi Ceriani, che per questo scenderà in piazza con gli altri gridando – lo assicura – «ave Maroni, morituri te salutant». «Non ci riteniamo migliori o diversi dagli altri lavoratori italiani che come noi subiranno gli effetti ingiusti di alcune norme, ma dopo averci rassicurato appena ieri che la crisi era passata e che ne stavamo uscendo, oggi ci sbatte in faccia che siamo in una crisi ancora peggiore e dobbiamo sacrificarci nuovamente».
s.bartolini
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