VARESE La Tessera del Tifoso è servita di certo ai supporter dell’Atalanta, che senza la preziosa Card della Dea non avrebbero potuto comprare il biglietto per il settore ospiti (l’unico disponibile). E per la gente del Varese? Un po’ meno. In questo caso, la differenza l’ha fatta l’essere residenti o meno in città o provincia. Contava nulla aver sottoscritto la Tessera: bastava certificare, tramite documento di identità, di risiedere tra Luino e Busto Arsizio e il ticket per Varese-Atalanta era in tasca. Oggi alle 16.30, se mai sarà rimasto qualche tagliando, aprono i botteghini del Franco Ossola. Può tentare la sorte sempre e solo chi risiede in città o provincia. Per ipotesi: un tifoso del Varese che abita ad Arona, anche se ha sottoscritto la Tessera del Tifoso, non ha diritto ad entrare (beninteso: a meno che costui non sia abbonato, ma nel qual caso non ha certo bisogno del biglietto). Né è possibile, per ipotesi, sottoscrivere la Tessera al volo oggi
al botteghino: la procedura in questione è realizzabile solo alla Casa del Disco. Ma comunque, se non si è residenti, non servirebbe.Sono circa duemila i tifosi munitisi della card «Sono Biancorosso», Tessera in versione varesina. Probabile che tra di loro ci sia qualche tifoso non abbonato e residente, magari, a Legnano. Per lui, pur essendo in regola coi dettami del ministro Maroni, Varese-Atalanta è vietata: a meno che, curioso, non fosse andato a Bergamo a comprare il biglietto in prevendita entro le 19 di ieri (oggi non si vende nulla per il settore ospiti): avrebbe visto il match tra i tifosi atalantini, ma l’avrebbe visto. Il discorso si può allargare anche ad altri appassionati residenti appena fuori provincia e che, può ben essere, hanno sottoscritto la Tessera del Tifoso per una qualsiasi delle società di A, B o C. La card garantisce accesso a tutti gli stadi indipendentemente dal club di riferimento e in barba alle restrizioni. Non per Varese-Atalanta.Luca Ielmini
s.bartolini
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