“Cicca-selvaggia” a Varese Ma arrivano multe salate

VARESE «Da settembre linea dura contro l’inciviltà di chi getta le gomme da masticare a terra». A sei anni dall’avanguardistica ordinanza della giunta Fumagalli contro l’imbrattamento urbano, ivi compreso quello provocato dagli appiccicosi ricordini da marciapiede, e ad appena due dall’ultima pulizia a tappeto costata a Palazzo Estense la bellezza di 70 mila euro, il centro di Varese è tornato a riempirsi di brutte macchie nere che non vengono via neanche con i più aggressivi detergenti in commercio. Altro non sono che chewing gum masticati e gettati sulla pavimentazione delle piazze, delle strade, sulle panchine o appiccicati alle ringhiere da individui non meglio identificati ma, evidentemente, poco avvezzi alla civile convivenza. Il fatto è che per rimuoverli una volta attecchiti alla superficie e trasformati in macchia nera dal sole serve una procedura particolare e, soprattutto, particolarmente costosa: quindici euro al metro quadro, il prezzo da pagare per spennellare ogni cicca a mano con speciali enzimi in grado di scomporla e poi lavarla via con getti di acqua calda a forte pressione. «Nei prossimi giorni chiederò al comandante Degaudenz di mettere nelle priorità il contrasto al degrado», assicura l’assessore alla polizia locale Fabio D’Aula, «e di passare l’indicazione ai vigili. In realtà non è la prima volta che lo faccio, è sempre stata una delle priorità». Eppure le multe elargite agli incivili che popolano Varese si contano sulle dita di una mano. O forse di nessuna.

I dati al momento non sono disponibili. Come mai? «È evidente che cogliere in flagrante chi butta a terra qualcosa, che sia un mozzicone, una cartaccia o un chewing gum, è molto difficile. Abbiamo elevato alcune sanzioni a questo proposito in corso Moro, ma sono casi fortuiti». Dunque, non resta che far applicare l’ordinanza che già c’è a chi pattuglia il centro, se non altro per dare il segnale chiaro che chi sbaglia deve pagare, e neanche una cifra tanto irrisora. Secondo l’ordinanza cittadina le sanzioni andrebbero da 55 a 330 euro, ma nel 2008 è arrivata una normativa nazionale che ha la priorità e che può costare al trasgressore fino a mezzo migliaio di euro. «Come al solito il problema non è dare la multa ma coltivare una cultura del rispetto del suolo pubblico – spiega D’Aula – Se non lo capiscono da soli che danneggiandolo ci si fa un danno perché poi l’amministrazione deve provvedere con i soldi di tutti rinunciando ad altro, bisogna farlo capire con le sanzioni». Anche perché a completamento del discorso interviene l’assessore ai lavori pubblici Gladiseo Zagatto a ricordare che di soldi per ripulire a questo punto non ce ne sono: «L’altra volta siamo riusciti perché potevamo spendere qualcosa grazie ai fondi per i mondiali di ciclismo. Adesso la condizione economica dei comuni è disastrosa e di soldi per queste cose non ce ne sono più».Francesca Manfredi

s.bartolini

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