Rimani aggiornato! Puoi essere avvisato quando viene inserita una notiza di tuo interesse:
Varese, non si vendono più auto
Mai così male da 14 anni
VARESE Saloni vuoti, macchine invendute, titolari delle concessionarie con le mani dei capelli. Per il mercato dell'auto in provincia di Varese è il momento peggiore da 14 anni a questa parte. Lo certifica il dato delle immatricolazioni di agosto, con cui si è toccato il fondo dopo un anno in discesa libera. Nel Varesotto ad agosto 2010 sono state immatricolate appena 1007 automobili. Trattandosi di un mese sempre piuttosto scarso, il dato non va confrontato con luglio (in cui le immatricolazioni erano state più del doppio 2427), ma con un anno fa che pure era piena crisi. Ad agosto 2009 però le vendite erano state l'11% in più. Per ritrovare un dato più negativo di quello attuale, bisogna risalire all'agosto 1996, quando in provincia ci contavano 961 auto immatricolate. E il trend è chiaro: concluso l'effetto degli incentivi, il 2010 è stata una discesa progressiva. Nei primi 8 mesi dell'anno sono state immatricolate 21.893 auto, il 35,8% in meno dello scorso anno. Solo un po' migliore il dato di agosto dei veicoli commerciali, che comunque nel 2010 mostrano un calo significativo del 23%. «Indubbiamente, è un brutto periodo – afferma il direttore di Aci Varese Eugenio Roman – dopo che gli incentivi hanno tamponato momentaneamente la situazione, le consegne ai privati sono crollate. E nei concessionari si assiste ad uno strano fenomeno: officina, tagliando e assistenza che fino a pochi anni fa erano servizi secondari rispetto alla vendita, sono diventati fondamentali di fronte al crollo dei margini di guadagno. Obiettivamente non si vedono prossime inversioni di tendenza e l'impressione è che il settore di avvii ad un ridimensionamento».
A vedere nero sono per primi i concessionari della provincia. «É un momento preoccupante – dice Giovanni Realini, socio di Marelli & Pozzi, concessionario Fiat - nonostante promozioni del marchio persino superiori agli incentivi statali, il mercato è in stallo. C'è poca gente nei concessionari, si vende poco e siamo i primi a chiederci come si possa invertire il fenomeno». «Per il momento non si vede l'uscita dal tunnel – dicono dall'Autosalone Belforte, concessionario Citroen - gli incentivi servirebbero solo a drogare nuovamente il mercato per qualche mese. In generale si nota una forte crisi finanziaria e una paura che spinge a rinunciare all'acquisto». «Temo che oramai dobbiamo rassegnarci ad un mercato ridotto – dice Giuseppe Minafra, titolare di Autogiemme, concessionario Opel - I margini di guadagno sono ristretti e la rottamazione di certo non risolve i problemi. Oggi molti concessionari svendono pur di muovere qualcosa, peggiorando la situazione. Ma a diversi che ne hanno la forza converrebbe chiudere. Noi non ci abbiamo ancora pensato, ma dipenderà dai prossimi risultati».
Piero Orlando
© riproduzione riservata
Lo schiaffo di Ibrahimovic
"Io non ci sto!": il discorso del 1993
Carceri: Governo pone fiducia
Invia il tuo commento