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VARESE Anche in Lombardia in molti hanno seguito il richiamo di Fini. E la provincia che vedrà il maggior numero di esponenti schierarsi con il presidente della Camera, in caso di rottura, è proprio Varese. Anche perché l'ex presidente provinciale di An Luca Ferrazzi, oggi vicesegretario provinciale del Pdl, non solo è andato a Mirabello, ma avrebbe parlato direttamente con il presidente della Camera. Ed oggi lo difende. «Per il momento Fini ha detto chiaramente che non si vuole creare un nuovo partito – dice Ferrazzi – ma è anche vero che oggi il Pdl, così com'è, a noi non va bene. Un vero partito non può andare avanti senza congressi. Noi del resto è da prima che scoppiasse il problema di Fini che diciamo queste cose in provincia di Varese».
Ma non è un addio al Pdl. «Se nascerà un nuovo partito, la nostra decisione dipenderà dalle ragioni che l'hanno portato a farlo. Di sicuro, i problemi che ha posto nell'agenda nazionale non possono essere ignorati. E guardiamo con attenzione alle sue posizioni». Oltre a Ferrazzi, si trovano su posizioni finiane anche gli assessori provinciali Giuseppe Martignoni e Andrea Pellici, quest'ultimo anche sindaco di Luino ed iscritto a Generazione Italia. Nel Capoluogo l'assessore Salvatore Giordano, che però si schiera tra le colombe finiane. Ma la possibile nascita di gruppi autonomi, prospettata da Generazione Italia in provincia di Varese, scatena le reazioni della Lega e dei berlusconiani nel Pdl.
«Speriamo almeno che il Pdl, già spaccato, consenta di arrivare alla fine del mandato in pace – commenta il segretario cittadino della Lega Nord Carlo Piatti – per il futuro non credo nella possibilità di intese con i finiani. Il loro leader è sempre stato un nemico del federalismo. Chi lo seguirà dovrà dimettersi». Più moderato l'assessore leghista Fabio Binelli. «I finiani potrebbero restare fino alla fine del mandato, visto che manca poco. In ogni caso dopo non c'è spazio per rapporti con loro». E Stefano Clerici, esponente dell'area di An del Pdl, è il più critico contro i finiani varesini.
«Capisco che ci sia anche la necessità da parte di qualcuno di accasarsi dove è più comodo, ma così facendo si mettono in antitesi con il Pdl e con la vera destra che sta lì dentro e che non è certo rappresentata da Fini. Almeno, abbiano il buon gusto di dimettersi». Ferrazzi ieri sera si è riunito con il suo gruppo di fedeli per fare il punto della situazione. E la sua possibile discesa in campo, che lo renderebbe il leader naturale dei finiani, sbarrerebbe la strada ad un possibile ritorno sulla scena di Alessio Nicoletti, capogruppo di Movimento Libero, uscito da An nel 2005. In caso di rottura con il Pdl, la vicinanza tra Nicoletti ed i finiani poteva essere una ipotesi. Ma con Ferrazzi i giochi si complicano. Ed un possibile accordo potrebbe saltare.
Marco Tavazzi
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