VARESE La droga viaggiava a bordo dei treni dei pendolari, e questa forse non è proprio una novità. Il problema è che a trasportarla, magari pure a consumarla e comunque a prepararla per venderla successivamente a loro coetanei, erano studenti minorenni, in un caso anche un quattordicenne che frequenta ancora la scuola media.
Per scoprire le loro abitudini, per capire un mondo di giovanissimi che sfugge anche solo a chi ha più di trent’anni, la polizia si è introdotta nel social forum più popolare e cliccato di internet, facebook, chattando con i baby spacciatori, carpendo desideri e segreti inconfessabili.
Si chiama «Easy» l’operazione portata a termine dalla Polfer di Varese, perché era fin troppo facile, un gioco da ragazzi appunto, andare avanti e indietro con le bustine di marijuana e hascisc già pronte, distribuirle agli amici-clienti, fumarsele come se nulla fosse, sempre nelle carrozze dei treni da e per Milano, indisturbati anche sotto gli occhi degli altri viaggiatori. A tal punto che non hanno a vuoto difficoltà gli agenti a riprendere alcuni scatti di giovani impegnati a rollare canne e spinelli, di primo mattino prima di andare a scuola, o nel primo pomeriggio, subito dopo le lezioni, sulla strada di ritorno a casa.
Coordinata dal pubblico ministero Anna Maria Fiorillo, della procura presso il tribunale dei minori di Milano, l’operazione ha scoperchiato una realtà quasi banale, eppure diffusa e preoccupante, perché non riguarda giovani emarginati, ma tutti figli di famiglie cosiddette perbene. Forse genitori assenti o distratti, di certo inconsapevoli di quanto facevano i figli su quel treno.
E nemmeno loro, i ragazzini, sembra avessero consapevolezza della gravità di quanto facevano. Perché tutto gli sembrava facile «easy» appunto.
Deve essere stato brutto il ritorno alla realtà, quando di primo mattino gli agenti della Polfer hanno bussato alle loro abitazioni, chiedendo proprio di loro, di quei ragazzini ancora sotto la tutela dei genitori. Tra il 18 febbraio e il 3 aprile, sono stati eseguiti due arresti. Il primo riguarda un sedicenne, considerato il capo del gruppetto: nel corso di un controllo aveva cercato di disfarsi della droga, già suddivisa in dosi. Il secondo è un diciassettenne, che riforniva di hascisc e marijuana tutto il gruppo. Complessivamente sono stati sequestrati 80 grammi tra marijuana e hascisc, piantine e semi, un bilancino di precisione (a casa dell’ultimo arrestato). Altri quattro ragazzi sono stati denunciati per spaccio, mentre otto sono stati segnalati quali assuntori.
Numerose foto, caricate sui telefonini dei ragazzi, confermano la loro dedizione alle sostanze stupefacenti: fotografavano sacchetti di marijuana anche solo per mostrarli e vantarsi con gli amici. Ma forse anche perché il canale di vendita erano i social network, facebook in particolare, attraverso conversazioni in codice nelle chat room.
f.tonghini
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