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Saronno, proteste
per i tagli a scuola

CROCIFISSO: BERTONE, S.SEDE APPREZZA RICORSO GOVERNO 20091104 - ROMA - POL - CROCIFISSO: BERTONE, S.SEDE APPREZZA RICORSO GOVERNO Una classe di una scuola elementare con il crocifisso appeso alla parete fotografata oggi 4 novembre 2009 in provincia di Pisa. "Certamente c'é apprezzamento" per il ricorso annunciato ieri dal governo italiano contro la sentenza con cui la Corte dei diritti umani si Strasburgo ha detto no al crocifisso nelle aule scolastiche italiane. Lo ha detto il segretario si Stato Vaticano card. Tarcisio Bertone a margine di una conferenza stampa all'ospedale pediatrico Bambin Gesù. ANSA/FRANCO SILVI/CRI (Foto by Archive)

SARONNO Due maestre in meno per l'istituto comprensivo Ignoto Militi e scoppia la protesta: dopo aver raccolto le firme di mamme e papà Giovanna Piechele e Silvia Angeli, presidenti rispettivamente dell'associazione genitori delle scuole elementari Rodari e Ignoto Militi hanno inviato una lettera al comune e all'ufficio scolastico territoriale e regionale.

«Le nostre realtà da molti anni operano sul territorio perché ai nostri bambini sia riconosciuto il diritto a frequentare una scuola pubblica efficiente, aperta a tutti e di qualità. Purtroppo tale diritto viene messo seriamente in discussione dopo l'annuncio del taglio di ulteriori 2 insegnanti nelle scuole primarie del nostro istituto comprensivo “Ignoto Militi” per il nuovo anno scolastico 2011/2012».

Chiare ai genitori le conseguenze di questa decisione: «Diminuirà la qualità dell'offerta formativa, che dovrà essere basata esclusivamente sull'insegnamento frontale a danno dei tanti progetti innovativi che hanno caratterizzato in passato il nostro istituto». In sostanza saranno eliminate le ore di compresenza e si ridurranno drasticamente le attività d'integrazione, i lavori di recupero a piccoli gruppi e le attività laboratoriali. «Con il nuovo organico – continuano i due presidenti - gli allievi in difficoltà non potranno più essere seguiti come prima, a discapito del rendimento di tutta la classe e il tempo pieno tradizionale risulta stravolto e impossibilitato a funzionare come prima nonostante si garantisca la permanenza a scuola dei nostri figli per 40 ore».

Una novità che i genitori giudicano inaccettabile: «Vogliamo manifestare la nostra protesta e opporci a questi tagli per difendere la qualità di una offerta formativa che si sta sempre più depauperando, nonostante gli sforzi degli insegnanti. Come genitori chiediamo quindi di trovare una soluzione adeguata, che tenga conto dei grandi sforzi fatti negli ultimi anni dal corpo docente e dalle associazioni genitori nell'ottica di rendere il nostro istituto una realtà modello». «Tali sforzi – concludono amareggiati - non possono essere vanificati in nome del risparmio economico, senza alcun riguardo nei confronti del futuro dei nostri bambini».

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