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VARESE «Macché candidature, macché poltrone... Se la questione fosse stata questa mi sarebbe convenuto mille volte starmene buono buono e prima o poi un incarico, un posto di sottogoverno sarebbe saltato fuori». Si parlerà a lungo, in provincia di Varese, della scelta di Luca Ferrazzi. Una vita nel Fronte, una carriera politica importante nel Msi prima e in An poi, l'amicizia con La Russa, l'elezione in consiglio regionale e poi l'ingresso in Giunta con Formigoni, 8mila preferenze alle ultime elezioni, l'incarico di vicecoordinatore del Pdl. E ora Fini. Sì, perché Ferrazzi - lo assicura chi domenica gli era accanto a Mirabello - alle parole di Ezra Pound si è pure commosso. E in pochi giorni ha deciso di rompere gli indugi ufficializzando l'adesione al nuovo movimento politico che si sta organizzando intorno al presidente della Camera.
Ferrazzi, ma chi glielo ha fatto fare?
A volte in politica, come ha detto Fini, bisogna fare scelte coraggiose, occorre buttare il cuore oltre l'ostacolo.
Un po' di pazienza e diventava vice di Galli in Provincia...
Guardi, ho deciso un chiarimento pubblico anche per porre fine al teatrino sulla vicepresidenza, una vicenda da cui, va da sé, mi chiamo fuori ora una volte per tutte. E questo, una volta di più, conferma che ho deciso di stare con Fini non in base alla convenzienza, alla logica delle poltrone e dei mercanteggiamenti.
E ora cosa succede? Si dimetterà dal Pdl?
Ora, proprio come Fini, io e gli amici con cui ho maturato questa scelta, abbiamo deciso di esplicitare il nostro disagio, la delusione di fronte a un partito che si è rivelato ben diverso dal progetto che avevamo in testa due anni fa. L'idea di un grande partito aperto e dinamico, popolare e riformatore è rimasta sulla carta.
E invece...
E invece il Pdl è oggi un gruppo in cui non c'è possibilità di confronto e discussione. Se non si provvede a una rifondazione totale si tratta di un partito senza futuro.
Quanti sono gli amici che la seguiranno?
L'elenco è lungo, diciamo che circa il 70% dei dirigenti e degli amministratori ex An hanno scelto Fini. Con noi ci sono dieci su dodici membri ex An della direzione del Pdl. C'è l'associazione Ricordare il Futuro e io credo che molti altri si aggiungeranno.
Ma se fate le valigie in blocco cosa succederà nei Comuni e in Provincia?
Guardi noi non ci dimettiamo dal Pdl e garantiamo assoluta lealtà a livello amministrativo con il sostegno alle giunte negli enti locali. Se qualcuno nel Pdl vorrà procedere con la logica delle epurazioni magari cacciandoci uno a uno, faccia pure. Dovrà assumersene la responsabilità politica, noi siamo pronti a tutto. Ma di cosa ci si può accusare? Abbiamo contribuito a fondare un partito che sta tradendo le aspettative per cui è nato, Fini ha avuto il solo torto di rendere pubblico convinzioni largamente diffuse. Anziché espellerlo il Pdl avrebbe dovuto aprire una fase di serio e sereno confronto.
Perché Fini, nel Nord, sfonda solo a Varese? La presenza della Lega c'entra qualcosa?
Può essere, l'adesione mia e di altri dirigenti del Pdl ha aperto una breccia che altrove, al momento, è ancora chiusa.
Ve ne andate per rifare An?
Per ora non ce ne andiamo e comunque non si torna indietro. Il nuovo partito avrà tante culture al suo interno. Tre aggettivi: liberale, conservatore, riformatore.
Enrico Marletta
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