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GALLARATE Sarà il processo a stabilire se dietro alla morte del cinquantenne di Gavirate Angelo Tiozzo si celi un caso di malasanità oppure no.
Sul banco degli imputati del tribunale di Gallare un medico del reparto di otorinolaringoiatria dell’ospedale Sant’Antonio Abate accusato di aver colposamente causato la morte di un proprio paziente. La procura della Repubblica di Busto che lo ha citato a giudizio ne è convinta: se non gli avesse detto di togliere la cannula (un tubicino che consente di respirare ai pazienti cui è stata praticata la tracheotomia) molto probabilmente sarebbe ancora vivo. In altre parole la vittima, che soffriva di una rarissima forma di distrofia cerebrale progressiva, venne consigliata male. In tal senso ha deposto il medico legale che eseguì l’autopsia sul cadavere: «Era consigliabile lasciargliela», ha dichiarato, «stante il quadro clinico non ancora definito fu un errore convincerlo a toglierla».
La difesa dell’imputato, rappresentato in aula dall’avvocato Renato Prestinoni, respinge invece le accuse mosse al suo assistito ed esclude ogni responsabilità del sanitario. Lo farà con i propri testimoni a partire dalla prossima udienza in calendario al primo di dicembre.
La cronologia dei fatti, ricostruiti in aula dai testi del pm, riporta alla primavere del 2003. Il 10 aprile Angelo Tiozzo viene ricoverato d’urgenza all’ospedale di Cittiglio per una crisi respiratoria. Gli viene praticato un foro nella trachea (tracheostomia) e applicata una cannula con l’avvertimento di non toglierla soprattutto di notte. Dopo qualche settimana si rivolge al proprio medico curante il quale lo avrebbe consigliato di toglierle la cannula. «Da allora non è stato più lo stesso», ha ricordato il figlio, «non aveva neppure la forza di alzarsi dal letto». A puntare il dito contro il medico gallaratese sono i familiari della vittima: «lo vedevamo peggiorare ma lui si ostinava a ripetere che la cannula non la metteva perché glielo aveva detto il medico del quale si fidava ciecamente».
La notte del 23 aprile 2003 Tiozzo muore per una crisi respiratoria. Il processo sulle cause e sulle colpe di quella morte proseguirà con l’audizione dei testimoni a discarico. Il giudice Alessandra Simion pronuncerà sentenza non prima di averli ascoltati tutti.
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