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VARESE Una guerra senza esclusione di colpi con l’obiettivo dichiarato di ripulire i muri delle città da quelli che Silvio Berlusconi ha ribattezzato «beceri graffiti» e che, ben presto, potrebbero traghettare gli spericolati autori dalla strada alla gattabuia. È un giro di vite senza precedenti quello riassunto in un disegno di legge destinato a mettere ordine nella delicata materia del decoro urbano. Un intervento che, una volta in Gazzetta, detterà regole chiare: multe fino a 30 mila euro per chi imbratta i muri, fino a sei mesi di carcere nei casi più gravi e obbligo di ripulitura, entro 90 giorni e a carico dei privati proprietari, degli immobili colpiti.
Maniere forti e reazioni altrettanto stizzite: troppo, dicono da più parti i detrattori della manovra. «Giusto» replica il sindaco di Varese, Attilio Fontana, peraltro sostenitore dell’arte writer «ove questa si esplichi nei luoghi ad essa deputata».
Il riferimento è alle splendide opere realizzate a Bosto in occasione dei mondiali. Ma, quando manca il rispetto (e il pensiero va, tanto per citarne uno, a vicolo Canonichetta), il primo cittadino è inflessibile: «Ogni cosa al suo posto, non si può pensare di giustificare sempre e comunque questa mancanza di regole, in una società è giusto che ciascuno si faccia carico di rispettare le leggi o, in alternativa, sia chiamato a pagarne le conseguenze». D’altronde, aggiunge, «anche quando viene ripulita, una superficie particolarmente delicata conserva il danno arrecato dalle bombolette». E a pagare è sempre Pantalone.
La sua parte, in questo senso, il municipio l’ha fatta, e preferirebbe risparmiarsi uno sgradito bis: a inizio settembre, con uno stanziamento di 70 mila euro attinti dalle casse pubbliche, l’amministrazione aveva affidato alla Capace Italia il compito di ripulire gli scarabocchi dalle principali piazze cittadine in vista della corsa iridata. Un lifting esteso ai privati disposti a raccogliere l’invito municipale, pensato per mostrare al mondo la bella faccia della città e un salotto che il sindaco vorrebbe mantenere in buono stato: «Tutte le iniziative che vanno nel senso di rovinare un bene pubblico devono essere perseguite». Questione di regole, incalza: «Aono pronto anche a predisporre un decreto ad hoc per inasprire da subito le sanzioni nei confronti di chi imbratta la città» va alla carica Fontana, che va con la memoria ai tempi di Induno Olona: «Ci furono tre ragazzetti che vennero beccati mentre orinavano su un edificio pubblico. Ebbene, in base al regolamento, elevai nei loro confronti una multa da un milione che, i genitori, mi dissero di non poter pagare». Andò a finire che il conto venne saldato dagli interessati con la ritinteggiatura dell’immobile.
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