A scuola in casa. «I nostri libri e quaderni? La natura e gli animali»
Papà Gerard con due dei suoi tre bimbi e uno dei loro animali

A scuola in casa. «I nostri libri e quaderni? La natura e gli animali»

Niente banchi e cattedre, ma apprendimento che nasce dalle esperienze quotidiane. «Impariamo tutti. E insieme». Da Tradate fino a Busto, storie di mamme e papà che insegnano tra le mura domestiche

Niente scuola. L’apprendimento avviene in famiglia e in società, in mezzo alla natura e agli animali. È la scelta che Giulia Paracchini, istruttrice cinofila e operatrice di zooantropologia applicata, e suo marito Gerard, veterinario di origine francese, hanno compiuto per i loro tre figli, facendo proprio il pensiero del pedagogista Arnò Stern. Vivono a Tradate, in campagna, con dieci cani, cinque gatti, quattro capre, una mucca e circa trenta anatre, oche e galline.

Come è cominciato questo percorso?

Abbiamo sempre vissuto in centro a Milano, poi abbiamo cercato una casa in campagna per il weekend ma pian piano siamo rimasti sempre più qui. Avevamo già diversi animali e altri ne abbiamo salvati. Poi ci siamo affezionati a una vitellina che aveva perso la mamma: i bambini l’hanno chiamata Foglianeve. Il suo arrivo ha creato in noi una consapevolezza diversa.

Come siete arrivati alla decisione di non iscrivere i vostri figli a scuola?

Avevamo già scelto di non mandarli all’asilo. Eravamo ancora residenti a Milano quando dovevamo scegliere la scuola elementare per Jacques, ma non ne abbiamo trovata nessuna che ci convincesse, così abbiamo pensato di goderci il tempo insieme facendo homeschooling. In città la vita è schizofrenica, qui invece si può rallentare e rivedere le priorità.

Cosa vi ha spinto?

Abbiamo scelto di viverci i nostri figli appieno. Dopo che è nata la terzogenita mio marito ha ridotto il suo impegno lavorativo ed è stata la svolta del nostro vivere assieme. I bambini sono piccoli e hanno bisogno di noi adesso. La nostra esperienza con gli animali è stata voluta e mediata dai bambini, loro ci hanno fatto fare un cambiamento grande.

Su quali principi vi basate per l’istruzione?

Abbiamo maturato la nostra scelta di alto contatto e di approccio cognitivo e motivazionale. Il nostro modo di vivere prevede il coinvolgimento dei bimbi nelle nostre attività, più qualche momento dedicato a loro. Facciamo delle cose insieme come famiglia. I nostri figli sono bilingue italiano e francese. Approfittiamo delle curiosità dei bambini e di ciò che a loro piace per approfondire argomenti, sfruttiamo le esperienze della vita quotidiana per apprendere. Per la matematica e la lettura utilizziamo il metodo analogico Bortolato. Stanno imparando a scrivere da soli.

Che altre attività fanno?

I due più grandi fanno sport, corso di scacchi e closlieu. Quest’ultimo ha una filosofia che sentiamo molto vicina e che apporta grandi benefici: è un momento ricco che facilita la libertà di esprimersi, di aprirsi alla fantasia, la volontà di fare qualcosa per sé e di sentirsi capaci. Non abbiamo la tv ma utilizziamo youtube.

Com’è la vostra giornata tipo?

Le nostre giornate sono scandite dalla voglia di fare le cose. Non siamo abituati a orari rigidi e tempi prestabiliti. Fare la stessa cosa tutti i giorni, essere obbligati a una routine per me è una prigione. Abbiamo voglia di vivere ascoltando i nostri bisogni e il nostro corpo, specie all’aria aperta.

E per quanto riguarda la socializzazione?

È la cosa che mi preoccupa di meno. La socializzazione non deve essere l’imposizione di frequentare tutti i giorni le stesse persone, ma la possibilità di vivere diversi ambienti. Anche fare la spesa, parlare con le persone, avere la capacità di adattarsi alle situazioni è socializzazione. Per i bambini è importante riuscire a godersi un ritorno alle origini, rapportandosi con la natura e gli animali.


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