Domenica 25 Maggio 2014

Api e miele di Varese vanno a ruba

E per proteggerle scattano le ronde

Sono circa quattrocento gli aderenti all’associazione apicoltori della provincia di Varese: un mini esercito

L’associazione apicoltori varesina è preoccupata. Il motivo? Una serie di furti che stanno avvenendo da alcuni anni in tutta la Provincia. In passato qualche famiglia di api veniva rubata ma i furti di grande entità erano pochi.

Tutto è iniziato tre anni fa, quando sono state rubate alcune famiglie di api, non ad apicoltori varesini bensì ad apicoltori provenienti da altre province e regioni, ospiti per la fioritura dell’acacia.

Nel 2013 in provincia ci sono stati una trentina di furti con punte massime di sessanta famiglie di api più o meno dappertutto, non tutti denunciati.

Nel 2014 sono ripresi i furti; ad oggi se ne sono già consumati sette, per la maggior parte rivolti ai melari con il miele e le api.

Sono a scopo di lucro, non vandalismi fini a se stessi: in sostanza le api non vengono bruciate.

Le tipologie di furto sono diverse: la più frequente è il rubare la famiglia di api completa con l’arnia di legno, i favi e ovviamente le api dentro. Questo furto quasi obbligatoriamente dev’essere compiuto la sera tardi, all’imbrunire, oppure durante la notte o la mattina prima che le api siano uscite. In questo periodo escono alle cinque del mattino, se fa caldo; se fa freddo escono alle nove, dieci del mattino. Se piove, non escono del tutto.

Un secondo tipo di furto, meno frequente, consiste nel rubare solamente i favi con le api, senza arnia: si ruba una parte di api, una seconda resta inviolata. La terza, di moda nell’ultimo mese, è il rubare il melario, con le api e il miele.

L’alveare, ossia la casa più i favi più le api, è composto da un nido dove le api vivono e si riproducono e hanno le loro scorte di miele, da un coprifavo che copre la casetta delle api, da un melario (o anche più) che serve per depositare il miele prodotto durante le grandi fioriture e da un tetto in lamiera che ripara l’alveare dalle intemperie. Il melario viene posato dall’uomo generalmente solo nei periodi primaverili ed estivi in concomitanza con i raccolti di miele.

Il primo tipo di furto può essere eseguito da qualsiasi tipo di persona, anche non un esperto. Il secondo e il terzo necessariamente devono essere svolti da qualche esperto del settore. In particolare quest’ultimo furto può essere eseguito in qualsiasi orario sia notturno sia diurno, in quanto l’obiettivo non sono le api ma il miele dei melari.

L’Associazione Apicoltori della Provincia di Varese, fatto un censimento di questi furti, quest’anno ha cercato la collaborazione delle forze dell’ordine provinciali, che si sono rese disponibili a indagare e sorvegliare gli apiari. Gli apicoltori a rischio, in possesso di apiari dislocati in luoghi non recintati ed isolati si sono organizzati facendo delle ronde notturne, a volte dormendo in auto: è in gioco infatti il nuovo miele raccolto durante la recente fioritura della robinia pseudoacacia, che quest’anno è stata precocissima a causa della stagione scarsamente piovosa.

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