Celestini porta Uva a Venezia Un uomo simbolo per “Viva la Sposa”
L’attore e regista Ascanio Celestini in uno scatto del film Viva la sposa

Celestini porta Uva a Venezia
Un uomo simbolo per “Viva la Sposa”

La triste vicenda di Giuseppe Uva sbarca sul grande schermo: il film verrà proiettato al Festival di Venezia e sarà nelle sale a ottobre

VARESE - La storia di Giuseppe Uva diventa un film e parteciperà fuori concorso al Festival del cinema di Venezia.
Il regista Ascanio Celestini lo ha raccontato in “Viva la Sposa” e da ottobre arriverà sul grande schermo.
La vicenda di Giuseppe Uva, il varesino scomparso la notte del 14 giugno 2008 in circostanze su cui la magistratura sta ancora cercando di fare chiarezza, è stata scelta dal regista romano per il suo nuovo film. Si intitola “Viva la Sposa” e racconta di una bellissima e biondissima attrice in viaggio di nozze per l’Italia. Il sogno di una vita lontana e impossibile, riflessa dai televisori davanti agli sguardi dei personaggi di Celestini: gente di periferia che si trascina fra il bar e le strade, fra uno “shottino” di vodka e uno scippo, in cerca di un senso che non c’è più.
C’è Nicola che è uno che beve, fingendo sempre di voler smettere, Anna è una prostituta che non sa chi sia il padre di suo figlio, Salvatore è il figlio di Anna e cerca di imparare le piccole truffe da Sasà, che un giorno finirà male. Il film ha per protagonisti lo stesso Ascanio, Alba Rohrwacher, Veronica Cruciani e Salvatore Striano. Dalla periferia romana però, ad un certo punto il film si allontana per ricordare il varesino Uva e il suo “caso”.
Colpito dalla vicenda che da anni si trascina tra carte, querele, perizie, udienze, senza arrivare ad una verità, Ascanio Cestini ha voluto conoscere la sorella di Giuseppe, Lucia Uva. È venuto a Varese e ha chiacchierato con lei per capire chi fosse Giuseppe prima di quella tragica notte.
Racconterà quindi di Uva quando era vivo e della sua storia, molto simile per certi aspetti a quella di tutti i personaggi del film. «Fu massacrato di botte – ha dichiarato il regista in un’intervista al Corriere della Sera - Non lo ricordo per fare un gesto di denuncia. Ma certo quando lo Stato arriva nelle strade più dimenticate, non arriva con l’ambulanza ma con le auto della polizia». Via Dandolo, dove Giuseppe fu fermato la notte tra il 13 e il 14 giugno, diventa quindi una strada di periferia, «dimenticata da Dio», e Uva l’incarnazione dei personaggi del film. Di quelle persone che non vivono ma sopravvivono, sempre alla ricerca di non sanno bene neanche loro cosa.
Quando fu fermato dai carabinieri Uva era ubriaco e stava disturbando la quiete pubblica, spostando transenne e parlando ad alta voce in via Dandolo. Aveva 43 anni e stava trascorrendo una “serata brava” insieme a un amico. Un Uva diverso da quello di cui abbiamo sempre sentito parlare in città insomma.
Il film “Viva la Sposa”, sarà distribuito da Parthénos e sarà nelle sale da ottobre.
Intanto la pellicola è tra i tre titoli italiani in concorso alla 12ma edizione della sezione autonoma Venice Days – Giornate degli Autori della 72esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia che si terrà tra il 2 e il 12 settembre.

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