«Il Giona va pulito subito. O finirà come a Livorno»
Il fiume Giona nel novembre 2014, dopo un periodo di abbondanti piogge. All’epoca il fiume esondò solo in alcuni punti senza creare particolari danni. Ora, però, il rischio è maggiore

«Il Giona va pulito subito. O finirà come a Livorno»

L’appello del sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca Fabio Passera sulla pericolosità del fiume, ora in secca ma pieno di detriti

MACCAGNO - «Dobbiamo aspettare che accada una tragedia con dei morti come successo a Livorno, per intervenire finalmente sulla pulizia del letto del fiume Giona?».

E’ sinceramente preoccupato Fabio Passera, sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, sulla situazione che da anni va segnalando e che riguarda la pericolosità del fiume che scorre in paese. Un corso d’acqua che nasce nella Val Dumentica e nella Val Veddasca e che trascina a valle detriti di ogni tipo, riducendone così notevolmente il letto e la portata. «L’’ultima pulizia risale a otto anni fa - ricorda il primo cittadino - il problema si sta aggravando sempre di più e mi toglie il sonno; c’è in gioco la pubblica incolumità».

Adesso che è di fatto in secca, il Giona mostra tutto ciò che c’è nel suo letto e che non ci dovrebbe essere, come detriti, ghiaia, alberi e cespugli vari.

Il sindaco si appella alla Regione, che ha la competenza sul corso d’acqua; il Pirellone ha già stanziato dei soldi, ma il progetto di pulizia del Giona non è più partito. Eppure, anche nel recente passato, il fiume che scorre a Maccagno ha dimostrato tutta la sua potenzialità pericolosità. «Durante le grandi piogge del novembre del 2014 - racconta Passera - il Giona per fortuna è esondato solo in minima parte, ma il rischio è stato molto elevato; non c’è più tempo da perdere». Il sindaco si appella alla Regione perché ogni ostacolo di natura burocratica venga superato e si possa finalmente procedere alla pulizia del letto del fiume; lo scorso 25 luglio, il primo cittadino ha incontrato il Prefetto per illustrare nuovamente l’urgenza della situazione. «Faccio il sindaco e so cosa vuol dire dover affrontare la burocrazia - prosegue Passera - ma non è possibile che nel nostro Paese bisogna aspettare sempre che accada una tragedia, come quella di Livorno, prima di fare qualcosa».

La parola d’ordine, davanti ai problemi di dissesto idrogeologico, deve essere prevenzione. «La politica investa sulla prevenzione, mi appello al presidente Maroni - afferma il sindaco - problemi di dissesto idrogeologico ci sono non solo a Maccagno, ma anche in altre località della provincia di Varese. Non voglio fare polemiche ma a volte penso che anziché costruire nuove rotonde sia meglio pensare alla pulizia dei corsi d’acqua, prima che sia troppo tardi». Non può essere la burocrazia a fermare la prevenzione. «Ci vuole elasticità in questo campo, mentre le norme sono farraginose - conclude Passera - io sono abituato a metterci la faccia; la politica si assuma le proprie responsabilità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA