Il treno in ritardo cronico  «Sfora una corsa su due»
Pendolari alla stazione di Gallarate: il Domodossola-Milano è ambito perché diretto (Foto by varese press)

Il treno in ritardo cronico

«Sfora una corsa su due»

Ai pendolari del Domo-Milano non basta il “brodino” degli sconti. Ora la beffa delle partenze a tradimento: Rfi indaga, Trenord tace

GALLARATE - Domodossola-Milano, ad ottobre più della metà dei treni ha viaggiato con un ritardo superiore ai 5 minuti. E intanto Rfi indaga sul convoglio che venerdì 30 ottobre è partito da Milano Centrale lasciando a terra oltre 300 persone.«Il mese scorso su 1.544 treni della nostra linea, ben 816 hanno viaggiato con ritardo superiore ai 5 minuti - spiega Lisa Tamaro, portavoce del comitato Amici pendolari della tratta Domodossola-Milano - La percentuale arriva al 53%».

Via crucis quotidiana

A questi, poi, «bisogna aggiungere 16 treni che sono stati soppressi». Numeri alla mano, è molto probabile che questo andamento si tradurrà in uno sconto sul prezzo dell’abbonamento di gennaio. Trenord riduce infatti il costo per compensare del disagio, ma lo fa con tre mesi di ritardo. E insomma con l’inizio del nuovo anno i pendolari gallaratesi compreranno l’abbonamento da Casorate Sempione, per essere così sicuri di aggiudicarsi lo sconto. Magra consolazione rispetto ai ritardi dei convogli di questa linea, molto ambita perché salta tutte le fermate da Busto Arsizio fino a Milano. Intanto il comitato ha ricevuto una risposta da Rete Ferroviaria Italiana rispetto al treno delle 18.29 di venerdì 30 ottobre. Un convoglio partito semivuoto dalla stazione di Milano Centrale, oltretutto con 20 minuti di ritardo. Stando alle testimonianze dei pendolari, i viaggiatori sono rimasti a lungo in attesa di una comunicazione relativa al binario di partenza del treno, diretto a Domodossola. Finché all’improvviso non è stato annunciato: peccato che nello stesso istante i vagoni abbiano chiuso le porte e il treno sia partito, lasciando sulla banchina 300 persone che hanno così dovuto attendere la corsa delle 19.29 per tornare finalmente a casa.

Scuse e alibi

«Siamo spiacenti per quanto è accaduto e comprendiamo il vostro disagio - si legge nella email con cui Rfi ha risposto alla segnalazione inviata dal comitato Amici pendolari - Sono in corso accertamenti per appurare la dinamica dei fatti e risalire alle responsabilità per le attività di competenza». Insomma, l’azienda dice di voler capire come sia potuto succedere che un treno partisse sostanzialmente senza passeggeri. Ma ricorda che «nella giornata del 30 ottobre, per carenze alla rete di alimentazione, si sono registrati diversi inconvenienti al sistema di informazioni audio e video all’interno della stazione». Ad ogni modo, «completati gli accertamenti seguirà una esaustiva comunicazione al riguardo». Questo per quanto riguarda Rfi. E Trenord? «No, da loro non abbiamo ricevuto nessun commento», fa sapere Tamaro. Che dà però atto all’azienda che venerdì sera, al termine dello sciopero, la ripresa della circolazione è stata regolare: «I nostri treni sono stati tutti puntuali». Niente a che vedere con il caos che seguì l’agitazione del 16 giugno.


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