«Tamara mi ha portato da Mattarella»
Tamara Monti, uccisa dal vicino di casaa colpi di coltello nel 2007 a Riccione dove viveva e lavorava come addestratrice di delfini

«Tamara mi ha portato da Mattarella»

Il fotografo varesino Livio Moiana, cugino della giovane uccisa nel 2007 da un vicino, vince la battaglia: «Chiediamo da anni sostegno alle vittime di reati e ai loro familiari. E ora Mattarella ci ha ascoltato»

VARESE - Sono tanti. Purtroppo. Sono vittime di violenze o familiari di chi, a causa di quella violenza, ci ha rimesso la vita. Un fendente di lama spezza più di un’esistenza. Tutti messi di fronte a un dolore e a una rabbia impareggiabili hanno avvertito, fortissima, la solitudine.
La solitudine siderale che soltanto uno Stato che ti abbandona nel momento in cui le istituzioni davvero dovrebbero esserti accanto perché si parla di vita e di morte può causare.
Solitudine espansa per tanti che ha, alla fine e incredibilmente, prodotto qualcosa di buono per tutti.

Proposta di legge

Un gruppo, compatto, che a quelle istituzioni assenti ha continuato a chiedere una risposta. Sino ad ottenere un primo vero segnale concreto: e ieri un varesino era al Quirinale, invitato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che di quella solitudine si è voluto interessare.
Livio Moiana
, straordinario fotografo con studio a Varese, nel febbraio 2007 perdeva la cugina Tamara Monti, uccisa a colpi di coltello a Riccione dove viveva e lavorava come addestratrici di delfini al parco Oltremare dal vicino di casa, Alessandro Doto, 35 anni, esasperato dall’abbaiare dei due cani della ragazza.
Lui, con accanto Elisabetta Cipollone, madre di Andrea De Nando, 15 anni, investito e ucciso da un pirata della strada a Peschiera Borromeo il 20 gennaio 2011 mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali insieme al fratellino, spiega: «Il progetto è quello di arrivare a una proposta di legge che fornisca sostegno di vario tipo alle vittime di reati, o ai familiari di chi in seguito a questi reati ha perso la vita».
Ma andiamo con ordine. La spinta di dare vita ad una legge così giusta arriva da tragedie enormi. «Un passo dopo l’altro tutti noi ci siamo accorti di questo vuoto, di questa assenza – spiega Moiana – Parlo di una rete di contatti su scala nazionale. Vittime, familiari di vittime, tutti abbandonati dalle istituzioni”.
Tutti nella stessa situazione: di fronte a un fatto devastante non c’è stato per alcuno supporto psicologico, supporto legale, informativo o economico.

«Altrove lo Stato c’è»

«È un’anomalia tutta italiana – spiega Moiana – Negli altri Paesi europei tutto questo esiste. Lo Stato c’è. Il sostegno l’assistenza arrivano senza che nessuno debba nemmeno chiedere: è codificato che le istituzioni arrivino in supporto di chi è stato così duramente colpito».
Persone, cittadini, che hanno iniziato ad andare in una stessa direzione: quella di ottenere risposte da questo Stato assente. «L’incontro – spiega Moiana – è stato la prima risposta concreta ottenuta sino ad oggi».
Moiana e Cipollone hanno incontrato alti funzionari su disposizione dello stesso presidente della Repubblica Mattarella. «Per la prima volta ci siamo sentiti ascoltati – spiega Moiana – L’interesse era bilaterale questa volta. Non era un incontro come i precedenti, di facciata, senza una vera volontà di agire insieme. Senza un vero interesse da parte dei nostri interlocutori. Questo incontro è stato diverso, è per noi un concreto punto di partenza».
Per arrivare dove? «A una proposta di legge che colmi questo vuoto», spiega Moiana. Inizio lavori? «Adesso – racconta il fotografo varesino – l’intenzione è quella di partire da ciò che già esiste in Europa. In Inghilterra, ad esempio, lo Stato fornisce immediato supporto psicologico a vittime e familiari. Supporto informativo: chi vive una situazione simile non pensa certo a verificare normative, leggi o leggine. E, purtroppo, non sempre ma spesso accade, ci sono gli sciacalli e i truffatori che se ne approfittano». Un esempio? «È accaduto che abbiano fatto credere a una famiglia che per trasportare la salma del caro appena perso in modo violento in un’altra regione occorresse pagare una tassa ogni volta che si attraversava in un Comune diverso», spiega Moiana. Falso. Una bugia valsa centinaia e centinaia di euro costruita sul dolore.

«Ci crediamo: niente errori»

«Assistenza legale? – aggiunge Moiana – Molto spesso per avere giustizia, anche in presenza di un reo confesso, come accadde per Tamara, le famiglie debbano spendere migliaia di euro».
E un sostegno economico perché quei risarcimenti assegnati alle parti civili molto spesso non vengono versati mai. «Abbiamo bisogno di un giurista che scriva questa proposta di legge – dice Moiana – Non vogliamo commettere errori. Ci crediamo».
E sarà una proposta di legge collettiva. «Non sarà una onlus, una sola associazione a presentarla. Faremo tutti un passo indietro in nome di una causa superiore».
Supplire a un vuoto che fa male. «Non ci saranno personalismo o individualismi – conclude Moiana – Saremo una super squadra: tutti sullo stesso piano. E più saremo a firmare questa proposta di legge, meglio sarà». Tutti autori di un cambiamento. Chi ha perso così tanto oggi si mette in prima linea affinché altri possano avere il supporto a loro negato.


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