«La leucemia si batte anche col sorriso»
L’AIL dà sostegno ai malati di leucemia, linfoma e mieloma ma anche alle loro famiglie. Oltre che ai reparti

«La leucemia si batte anche col sorriso»

Cambio di sede e di vertici per la sezione varesina dell’AIL. «Ma impegno e spirito sono gli stessi». La silenziosa e costante opera dei volontari e l’Ematologia del Circolo diventata polo internazionale

È un’aria nuova quella che si respira nella sezione varesina dell’ Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma. Da un anno il nuovo presidente è Cristiano Topi che ha preso il posto del fondatore Gianfranco Mombelli nominato presidente onorario. Nuova è anche la sede, trasferita dal centro città al quartiere di San Gallo. Una struttura più spaziosa e accogliente per volontari e sostenitori.Tante novità con un punto fermo: lo spirito di sempre.

«Lo spirito di AIL non cambia – conferma la neo responsabile dell’area comunicazione e raccolta fondi Roberta Bianchi - Grande volontà, impegno, dedizione e rispetto dei valori sono la trasparenza nell’attività di raccolta fondi e nella destinazione delle risorse, il rispetto e la correttezza nel rapporto con i volontari e con i sostenitori, la serietà e la coerenza nell’informazione medico scientifica e nella comunicazione. Ora abbiamo bisogno di avviare un processo di informazione e inclusione della città perchè oggi l’Ematologia di Varese, con il Prof. Francesco Passamonti e il suo staff, è un centro di riferimento internazionale per la cura delle leucemie».

Di AIL si sente spesso parlare ma solo in occasione di eventi o giornate dedicate.

È vero. Me ne sono accorta personalmente raccontando in città del mio nuovo incarico. In 10 anni AIL a Varese, in stretta collaborazione con la Direzione dell’Azienda Ospedaliera, ha costruito un polo di eccellenza per la cura delle leucemie. L’Ematologia di Varese è riconosciuta a livello internazionale per la ricerca scientifica e per l’utilizzo di terapie e farmaci innovativi con cui vengono trattati i pazienti. Le giornate dedicate ad AIL sono importanti perchè ci permettono di mantenere economicamente la realtà dell’Ematologia di Varese che è stata costruita faticosamente in 10 anni. D’altra parte è importante coinvolgere di più i cittadini. Comunicare, per esempio, che dietro una stella di Natale c’è un grande progetto che permette ai malati di affrontare il percorso di guarigione vicino ai propri affetti, senza abbandonare la quotidianità e soprattutto senza spese necessarie per trasferire la propria vita e quella della propria famiglia in un’altra città.

In cosa consiste la quotidianità dell’associazione?

L’associazione è il cuore pulsante dell’Ematologia. L’impegno economico di AIL è molto alto per assicurare la continuità del reparto così come la sua continua evoluzione. Nel 2013 i fondi raccolti da AIL Varese Onlus e destinati alla cura delle leucemie oscillavano tra i 200 e 300 mila euro. L’attività quotidiana è prevalentemente organizzativa, amministrativa e di comunicazione con l’Ospedale e con il territorio.

Quanti sono i volontari e dove sono impegnati?

Il volontario AIL dona il proprio tempo per aiutare l’associazione negli eventi di raccolta fondi, in particolare in occasione delle manifestazioni di piazza “Stelle di Natale” e “Uova di Pasqua”, che si svolgono due settimane prima delle relative festività. Collabora inoltre nelle molteplici attività dell’associazione, anche di carattere organizzativo e amministrativo. Dall’anno di fondazione, il 2004, il Gruppo Alpini di Varese e provincia rappresentano la nostra risorsa principale e di questo AIL sarà sempre grata, anche ai numerosi ex pazienti e loro familiari che sono vicini all’associazione donando tempo e risorse per mantenere questa importante realtà per nostra città.

Chi si rivolge a voi? Numeri stabili, in diminuzione o aumento?

Purtroppo i numeri sono sempre alti e saranno sempre troppo alti. Si rivolge a noi chi ha bisogno di informazioni , conforto, aiuto e anche semplicemente chi ha bisogno di condividere i propri pensieri con qualcuno disposto ad ascoltarli. Si rivolgono a noi i pazienti, i familiari, gli ex pazienti che hanno bisogno e vogliono rimanere informati sull’evoluzione della ricerca scientifica a servizio delle loro patologie.

Cosa vi chiede la gente e quali sono le prime necessità?

Di essere ascoltata e sempre più spesso anche solo un sorriso.n


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