La marca da bollo va alle stelle

E a Varese il salasso scatena la rabbia

Varese -  

In pochi se ne sono resi conto, solo chi ha dovuto acquistarne una dopo il 26 giugno. Stiamo parlando dell’aumento del 10% dell’imposta da bollo, la popolare “Marca a Bollo”: gli importi fissati a 1,81 e 14,62 euro crescono a due e 16 euro.

L’aumento, passato inosservato e poco pubblicizzato, è previsto dalla disposizione introdotta in sede di conversione del decreto “Emergenze” ed è già in vigore.

Il rialzo esclude tutti gli atti finalizzati entro il 25 di giugno, anche nel caso siano stati presentati a un ufficio pubblico, per la registrazione, in data successiva. «Abbiamo ricevuto comunicazione dell’aumento dell’imposta il giorno stesso in cui è stato reso effettivo» commentano dalla tabaccheria “Caffè Firenze” in piazza Repubblica.

Ma, il Caffè Firenze non è il solo caso: in città quasi tutti i tabaccai erano all’oscuro del rincaro. «Non ne sapevamo nulla - spiegano dal Joice Cafè di viale Valganna - Siamo rimasti spiazzati, clienti compresi». L’aumento dell’imposta servirà a recuperare 1,2 miliardi per la ricostruzione in Abruzzo, a seguito del disastro sismico, con la riparazione degli immobili danneggiati e la costruzione di nuove abitazioni.

Il trasferimento assicurato dovrebbe essere di 197 milioni di euro all’anno alle zone dell’Abruzzo colpite dal terremoto del 6 aprile 2009, dal 2014 al 2019. Questa nuova tassazione, sebbene fatta passare sotto il necessario profilo solidale di aiuto alle popolazioni terremotate non è assolutamente gradita.

Un balzello solidale che va a ledere tutti. «Per carità, se questa è la destinazione dell’aumento, è sicuramente lodevole - commenta Chiara Broggini, libero professionista - Il problema è che si continuano ad aumentare i costi per le piccole e medie imprese e per le famiglie. Questo non è più sostenibile».

Le marche nuove vanno a pesare soprattutto sulle tasche dei professionisti ma anche di tutti i cittadini che vedono aumentarsi a 16 euro qualsiasi richiesta in carta bollata (di atti rogati, scritture private, pubblicazioni di matrimonio, atti di notorietà).

«Sono andato venerdì scorso a comprare una marca da bollo che normalmente pagavo 14,62 e mi sono trovato la sorpresa - dichiara Carlo Caruso, pensionato - Un rincaro di dieci centesimi sarebbe stato accettabile, ma passare da 14,62 euro a 16 mi sembra un po’ esagerato. Soprattutto, in tempi duri per tutti a livello economico come questo».

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