Le donne del tunnel non sono sole. «Il Comune c’è: si facciano aiutare»
Le due donne spesso trovano riparo nel sottopassaggio del Circolo

Le donne del tunnel non sono sole. «Il Comune c’è: si facciano aiutare»

Laura e Pina hanno passato il Natale in albergo per poi ritornare al Circolo di Varese.L’assessore alle Politiche Sociali Enrico Angelini assicura che i Servizi Sociali si sono già mossi per aiutare le due donne

VARESE - «La scelta è comunque loro. Solo Laura e Pina possono decidere cosa sarà di loro nelle prossime settimane. Noi stiamo facendo il possibile per offrire ogni possibilità di risalita dalla situazione in cui si trovano». Sono parole da “addetto ai lavori” quelle dell’assessore alle Politiche Sociali Enrico Angelini, che assicura «l’attenzione del settore Servizi Sociali e della Rete Senza Tetto per le due signore».
Ma è già successo che abbiano rifiutato delle soluzioni che avrebbero risparmiato loro la vita da clochard, le notti nei sottopassaggi dell’ospedale di Circolo.
Del resto, in un caso come questo, non è possibile fare un ricovero coatto o mettere in atto altre misure coercitive: sono persone maggiorenni, libere e non pericolose.
A metà dicembre c’era già stato un interessamento concreto da parte dei Servizi Sociali. Il fratello di Laura, figlio di Pina, aveva dato la disponibilità per ospitarle, almeno in attesa di una soluzione più definitiva.
Ma i rapporti familiari, si sa, sono un mistero insondabile: forse per orgoglio, forse per altri motivi legati al rapporto con il fratello, Laura e Pina hanno declinato l’offerta.

Contributo in denaro

Gli operatori hanno provato a proporre altre soluzioni, ma non c’è stato verso. «Ci hanno risposto che si sarebbero arrangiate – spiega Angelini – A questo punto abbiamo dato loro un contributo di centocinquanta euro, consigliando di andare in albergo». Ma le due donne hanno optato per l’ospedale. Una situazione che non è una novità, per Villa Tamagno. Capita, raccontano dalla direzione dell’ospedale, che qualche senzatetto decida di passare qualche fredda notte invernale nella struttura. In ogni nosocomio succede: fa parte della natura pubblica della struttura, e Varese non è da meno.

Una settimana in albergo

Se, come Laura e Pina, non dà problemi di ordine pubblico, il senzatetto viene tollerato, anche se i Servizi Sociali del Comune vengono contattati immediatamente, perché la situazione non può diventare stabile.
In questo caso, poi, con due donne sole in cerca di un riparo, nessuno se la sente di scacciarle. Specialmente a Natale, e nel periodo più freddo dell’anno.
Laura e Pina il Natale l’hanno passato in albergo: la Caritas ha offerto loro una settimana in un hotel di Biumo. A Santo Stefano, però, sono tornate al Circolo, e la notte tra martedì e mercoledì l’hanno passata sulle poltrone della sala d’attesa del terzo piano.
Nel frattempo, la macchina comunale si è mossa, spiega Angelini: «La Rete Senza Tetto, che raggruppa tutti gli enti che a Varese si occupano degli ultimi, si è riunita, e un posto per l’emergenza si può trovare».
Per casi come questo, le soluzioni temporanee possono essere, oltre a qualche albergo, un posto in uno degli istituti di suore della città, o nella piccola sezione femminile del dormitorio comunale di via Maspero.
Ma non ci si può e non ci si deve fermare a quello: «Si deve pensare a un progetto che permetta a questa famiglia di riprendere una vita dignitosa – spiega ancora Angelini – ecco perché, con gli altri enti della Rete Senza Tetto, ci stiamo organizzando per offrire ospitalità in una struttura comunale o nella comunità Santa Margherita della Caritas, seguite da educatori specializzati che le aiutino a riprendere in mano la propria vita».
La scelta, però, è solo di Laura e Pina: se decideranno di non accettare l’aiuto, nessuno potrà obbligarle a lasciare la propria vita da clochard. «Il lavoro da fare con loro è prima di tutto quello di conquistare la loro fiducia, perché ci permettano di aiutarle» conclude Angelini.


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