Oggi l’Isolino è per tutti Ma il pontile resta al palo
Il sopralluogo degli assessori Santinon e Montalbetti all’Isolino

Oggi l’Isolino è per tutti
Ma il pontile resta al palo

Bloccata la posa da parte della Soprintendenza dei beni archeologici: il problema è la conservazione del patrimonio archeologico che giace nei fondali fangosi del lago di Varese

VARESE - L’isolino Virginia torna operativo da oggi, ma senza il pontile. La Soprintendenza dei beni archeologici ha bloccato la posa del manufatto costato al Comune 40 mila euro.

Ieri il sopralluogo dei tecnici e dei Carabinieri del nucleo per la tutela ambientale di Monza.

Era l’unica incognita che pesava sulla riqualificazione del patrimonio Unesco e alla fine il problema si è palesato. La posa del nuovo pontile sull’Isolino Virginia è saltata perché bloccata dalla Soprintendenza, dopo una relazione del settore archeologico del Comune di Varese, scritta dalla conservatrice Daria Banchieri. La stessa che in un primo momento aveva favorevolmente accolto e approvato i lavori di riqualificazione dell’area: la ristrutturazione del ristorante, che da oggi a mezzogiorno riaprirà ufficialmente sotto la conduzione dei ragazzi di don Michele Barban, la sistemazione del parco e anche il nuovo pontile. Qualcosa è cambiato però. Un gruppo di sommozzatori tedeschi ha recentemente effettuato delle analisi sui fondali, giudicando di grande interesse le palificazioni archeologiche dell’area. L’improvvisa preoccupazione è quindi che potrebbero essere danneggiate dai lavori per installare il nuovo pontile. Il Comune dovrà adesso fare una nuova relazione e spiegare il metodo di ancoraggio scelto per il pontile, intanto la settimana prossima l’Autorità di Bacino si riunirà con tutti gli enti coinvolti e deciderà il da farsi. «È un intervento complesso – spiega Pietro Cardani - ma l’impresa è perfettamente in grado di eseguirlo dando tutte le garanzie del caso». Il nuovo pontile sarebbe cinque metri più lungo dell’esistente, ma la misura è ininfluente. Il problema è la conservazione del patrimonio archeologico che giace nei fondali fangosi del lago di Varese.


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