Poste chiuse, è polemica  «Il Comune faccia di più»
Continua la querelle sulla chiusura dell’ufficio postale di Lavena: il Comune si è rivolto al Tar

Poste chiuse, è polemica

«Il Comune faccia di più»

Minoranze all’attacco dopo la fine del servizio all’ufficio di Lavena. Il consiglio discute anche la situazione logistica del centro anziani

LAVENA PONTE TRESA - Consiglio comunale acceso giovedì sera a Lavena Ponte Tresa. Sono emerse alcune importanti questioni come lo smaltimento degli inerti al centro anziani, la chiusura dell’ufficio postale e la sicurezza.
È stato approvato il piano di diritto allo studio 2015/16. Alle lamentele di alcuni genitori, portate in aula dalla minoranza di Fai Vincere il Paese, sull’impossibilità degli alunni più piccoli di trovare posti a sedere sugli autobus scolastici, ha risposto l’assessore Nicola Fierravanti, che si è dichiarato pronto a controllare personalmente che il diritto dei bambini venga rispettato.

«Navetta? Non è necessaria»

La prima delle interpellanze di una minoranza unita ha riguardato la chiusura dell’ufficio postale di Lavena Ponte Tresa; per i capigruppo l’amministrazione ha fatto troppo poco, dimostrando disinteresse al problema. Inoltre, secondo Massimo Mastromarino e Grazia Donata Mina, capigruppo d’opposizione, il ricorso al Tar sarebbe stato fatto solo dopo la loro protesta per la chiusura dell’ufficio e il conseguente disagio per gli anziani.
«Il 17 settembre la giunta ha attivato la procedura di ricorso al Tar contro la chiusura dell’ufficio postale. Mi sono battuto nove anni per tentare di mantenere aperto il servizio - ha affermato il sindaco Pietro Roncoroni - e sono convinto che sia stato fatto il possibile». E sull’eventualità di attivare una “navetta” che unisca l’ufficio chiuso di Lavena a quello rimasto aperto di Ponte ha aggiunto: «L’istituzione di un servizio di trasporto per gli anziani verso Ponte Tresa non appare gradita all’utenza. Non sono pervenute richieste in tal senso».

«Ripicca verso chi contesta»

La seconda questione riguarda rifiuti e altri oggetti mai sgomberati al centro anziani, nonostante le richieste dell’associazione per la terza età.
Per le minoranze «il ritardo nello sgombero è una ripicca verso la casa dei servizi, critica verso l’amministrazione Roncoroni». Accuse rispedite al mittente dal sindaco: «Non risulta agli atti nessuna richiesta del presidente dell’Associazione Anziani. In seguito abbiamo preso contatti e siamo in attesa di sapere la quantità di sedie e suppellettili da avviare al centro di raccolta».


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