Sacro Monte patrimonio Unesco  Ma gli studenti non lo conoscono
Foto di gruppo, ieri al Sacro Monte, dei novanta “studenti-ambasciatori” e del loro prof con Ghiringhelli

Sacro Monte patrimonio Unesco

Ma gli studenti non lo conoscono

Tanti dei nuovi “ambasciatori” del nostro gioiello non l’avevano mai visto prima. In compenso hanno girato l’Europa. Il provveditore: «Va inserito nei curricola»

Per la prima volta nella vita, ieri, alcuni studenti delle scuole superiori di Varese hanno visitato il Sacro Monte.

Li abbiamo incontrati durante il progetto extracurriculare “ambasciatori del Sacro Monte” organizzato dall’assessorato alla Promozione del territorio del comune di Varese.

Venire a sapere che studenti di Varese, di 15, 16 e 17 anni, non sono mai stati al Sacro Monte ha dell’incredibile per chi, come chi scrive, ha frequentato il liceo negli anni ’90, quando “bigiare” per andare lassù era la regola.

Tanto che, quando i voti erano bassi, persino i professori se ne uscivano con frasi del tipo: «Piuttosto che stare qui a scaldare il banco, faresti meglio ad andare al Sacro Monte e pensare cosa vuoi fare nella vita».

Ma i tempi, a quanto pare, sono cambiati.

Frattini, Ferraris e Cairoli

Una studentessa di terza, residente a Tradate ma iscritta all’artistico Frattini, ieri ha raccontato: «Non sono mai venuta al Sacro Monte, ma in compenso ho visitato tutte le capitali d’Europa e l’Italia in lungo e in largo».

Sicuramente adesso la studentessa tornerà al Sacro Monte e ci porterà anche gli amici, sperando che non si ripeta quello che è accaduto ad altri studenti della sua età che, proponendo il Sacro Monte come meta per una gita domenicale, si sono sentiti rispondere: «Ma cosa ci andiamo a fare che tanto lassù non c’è niente».

Il Sacro Monte è patrimonio dell’umanità dal 2003. I giovani che – facoltativamente – hanno scelto di aderire al progetto del comune di Varese per diventarne ambasciatori sono 90. Provengono dal liceo artistico Frattini, dallo scientifico Ferraris e dal classico Cairoli.

Tra i trenta studenti dell’artistico, due (residenti fuori città) non erano mai stati prima al Sacro Monte.

«Ne parlo e mi guardano straniti»

«Mi sono accorto che i giovani conoscono pochissimo il loro territorio – conferma Enrico Cerri, professore di storia dell’arte al Frattini – Il Sacro Monte è un argomento che si affronta in quarta liceo. In quel frangente racconto sempre che io cerco di salire al Sacro Monte molto spesso e che negli ultimi 30 anni, si e no, mi sarà capitato di andarci un centinaio di volte. Ed è lì che mi accorgo che i ragazzi mi guardano straniti. Così cerco di coinvolgerli nella scoperta del territorio portandoli fuori a vedere quello che ci circonda».

«Tutte le volte si appassionano e si dimostrano molto interessati. Non è solo saltare le lezioni, è un’esperienza che arricchisce».

Bene che la scuola favorisca la libera iniziativa di qualche docente, ma non sarebbe il caso di far diventare obbligatoria una visita al Sacro Monte per gli studenti della nostra provincia? «Ottima intuizione – afferma Claudio Merletti, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale – Il Sacro Monte è uno “ombelico” storico-religioso del nostro territorio ben presente nell’immaginario di chi ha una certa età. I giovani d’oggi sono tanto connessi con il mondo, quanto poco a conoscenza di quello che li circonda più da vicino».

«Porremmo fare la proposta di inserire il Sacro Monte nei “curricula verticali”, in modo che chi frequenta la scuola primaria, o la secondaria di primo grado, in un certo livello di classe, abbia l’opportunità di visitare il Sacro Monte. Una cosa del genere si può fare attraverso un accordo specifico. Su questo argomento ci risentiremo».n


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