Soldi e cibo degli Angels sono finiti  Oggi niente scorte per i clochard

Soldi e cibo degli Angels sono finiti

Oggi niente scorte per i clochard

Sospesa la tradizionale distribuzione domenicale: l’associazione è in difficoltà. «Le richieste aumentano, i costi a nostro carico si alzano: abbiamo bisogno di aiuto»

VARESE - La distribuzione dei sacchetti di cibo, prevista per oggi di fronte alla sede dei City Angels in zona Stazione Nord, salterà. Le scorte di cibo che ogni domenica vengono distribuite ai senzatetto e a coloro che sono in forti difficoltà economiche sono finite e l’associazione deve avere il tempo di riorganizzarsi.
«Distribuiamo oltre 80 sacchetti ogni domenica. All’interno cerchiamo di mettere il necessario per superare la settimana, considerando che molti di coloro che vengono da noi si rivolgono poi alle suore di via Bernardino Luini per la cena - spiega la responsabile dei City Angels di Varese, Maura Aimini - Le persone che vengono qui sono aumentate e la gestione del servizio di distribuzione di cibo e di indumenti della domenica è impegnativa. I costi a carico dell’associazione iniziano a essere non indifferenti».
Così, l’appuntamento con i City Angels della domenica pomeriggio slitta alla prossima settimana.
«Abbiamo chi ci aiuta donandoci cibo e indumenti, ma ci sarebbe bisogno di un contributo maggiore, soprattutto per quanto riguarda il cibo».

Una catena senza fine

L’emergenza cibo a Varese ormai è una realtà. Quando salta il lavoro e gli ammortizzatori sociali non bastano più, a catena, salta tutto il resto: le bollette non pagate fanno ”saltare” i contatori, l’affitto non onorato porta allo sfratto.
Basti pensare alle code sempre più lunghe che si formano alle porte delle mense per i poveri, delle associazioni caritative e delle parrocchie che distribuiscono cibo agli indigenti.
Oltre ai City Angels e agli Angeli Urbani - che gestiscono il dormitorio all’esterno della stazione delle Fs - ci sono poi gli angeli silenziosi di via Bernardino Luini che ogni sera servono pasti caldi e parole di conforto a chi, con la testa bassa e lo sguardo schivo, si mette in fila davanti al loro cancello per cibo e beni di prima necessità. Si tratta di un piccolo esercito di circa 200 persone: nelle fila di questo “plotone” non ci sono differenzi razziali o generazionali.
«Oggi ci sono anche intere famiglie italiane e straniere», spiegano le Suore della Riparazione. Ed è proprio perché non ci sono solo più singoli che si rivolgono al servizio mensa di via Bernardino Luini, ma anche tante famiglie, che i volontari da un anno a questa parte hanno iniziato una raccolta di giocattoli, vestiti, scarpe anche per i più piccoli.
Ci sono poi iniziative come quella del “Banco di Solidarietà Alimentare -Non solo Pane” e di altre associazioni che collaborano per ridurre l’emergenza dei senzatetto. Ma questo non basta.

«Non girate le spalle»

Di fronte al crescere delle persone in difficoltà, l’invito è a tutte le associazioni che ne fanno parte, a tutte le famiglie e a tutte le donne e gli uomini di “buona volontà” a non voltare le spalle, ma ad agire per quanto possibile, da subito, a una raccolta straordinaria di alimentari non deperibili, così da rispondere da subito a questa emergenza alimentare.
Intanto, lo scorso dicembre è stato presentato a Palazzo Estense il progetto “Uno per tutti, tutti per uno”.
Si tratta di un sito web, a interfaccia con modalità di accesso riservato, che permette ai vari attori che operano nel campo della solidarietà e delle opere caritatevoli, di scambiarsi informazioni.
Questo per permettere di gestire le diverse situazioni in modo più snello ed efficace. Il progetto è stato realizzato con il contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto e vede interagire il “Banco di Solidarietà Alimentare Nonsolopane”, la Caritas Decanale, la Croce Rossa Italiana di Varese, con il sostegno dell’assessorato alla Famiglia e alla Persona del Comune. Uno strumento importante che nasce in un momento di grande bisogno.

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