Sterminò la famiglia a fucilate. L’assassino ora tenta l’evasione
Elia Del Grande, oggi quarantenne, sta scontando una pena a trent’anni di carcere a Pavia

Sterminò la famiglia a fucilate. L’assassino ora tenta l’evasione

Elia Del Grande nel 1998 uccise il padre, la madre e il fratello a Cadrezzate. L’8 dicembre ha cercato di scappare dal carcere: il piano sventato dalla Digos

Tenta l’evasione Elia Del Grande, 40 anni di Cadrezzate, tristemente noto come l’autore della “strage dei fornai” che diciassette anni fa sconvolse il piccolo paese in riva al lago di Monate. Del Grande, che nel 1998 sterminò la sua intera famiglia a colpi di fucile, ha cercato di evadere dal carcere di Pavia, dove sconta la condanna a 30 anni per l’omicidio del padre, della madre e del fratello, insieme al complice albanese Fatos Hjseni, 33 anni, a sua volta condannato per un omicidio avvenuto ad Ascoli.

Traditi da un’auto a Pavia

Il piano è stato sventato dagli uomini della Digos della questura di Pavia: i due non sono mai riusciti ad uscire dalla cella, e sono stati entrambi denunciati per tentata evasione. I due avevano architettato il piano di fuga al dettaglio: sono stati traditi da un’auto rimasta posteggiata troppo a lungo nelle vicinanze del carcere pavese. Gli agenti della Digos hanno sventato il piano l’8 dicembre scorso grazie ad un’auto rimasta parcheggiata nella piazza di San Genesio, a due passi dalla casa circondariale, dalle 3 alle 4 di mattina.

Trovate corde, lime e seghetto

La macchina notata attraverso i filmati registrati dal sistema di videosorveglianza dell’area. Rintracciato, il conducente (estraneo alla vicenda) ha dichiarato di essere stato precettato per guidare la macchina fino a Livorno, ma di non aver visto arrivare nessuno all’appuntamento prefissato. La Polizia di Stato è riuscita a risalire a Del Grande e Hjseni grazie al bonifico effettuato per il noleggio dell’auto, eseguito da una persona vicina a Del Grande. Nelle celle dei due detenuti sono stati trovati un telefono cellulare a testa e alcuni strumenti (seghetti, ferri, una corda) che sarebbero stati utilizzati per la fuga se il piano fosse andato in porto. Sono in corso indagini per verificare chi abbia aiutato i due a progettare l’evasione e chi abbia loro fornito il materiale.

Sei colpi di fucile all’Epifania

Quella della strage dei fornai è una vicenda che ancora oggi getta un’ombra cupa sulla provincia di Varese. Era la sera dell’Epifania del 1998 quando Del Grande, insieme a un complice che lo accompagnò senza sparare un colpo, raggiunse i familiari in via Matteotti.
Del Grande esplose in tutto sei colpi di fucile uccidendo il padre Enea di 57 anni, la madre Alida, 53 anni, e il fratello maggiore di 27 anni. Il killer all’epoca aveva 22 anni. Fu fermato poche ore dopo la mattanza a Pone Tresa in Svizzera: era diretto all’aeroporto di Lugano da dove sperava di poter espatria e raggiungere Santo Domingo. A Santo Domingo viveva infatti la fidanzata dell’omicida, Raiza, invisa alla famiglia erede di una dinastia di fornai. E questo fu il movente che armò la mano del killer; quell’amore contrastato fece maturare dentro al ragazzo un odio tale da sfociare in una strage. Fu lo stesso Del Grande a raccontarlo agli inquirenti, parlando anche dell’adolescenza turbolenta, del gruppo di skinhead che aveva iniziato a frequentare, della droga che assumeva regolarmente. Quella notte di sangue, quella mattanza familiare, ha segnato per sempre la storia del piccolo paese di Cadrezzate.

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