Mercoledì 23 Aprile 2014

Torna in Lombardia

l’ombra delle ’ndrine

Agenti della DIA

Torna l’ombra delle ’ndrine in Lombardia, e questa volta ad essere coinvolto nelle indagini è Salvatore Valenzise, originario di Nicotera ma residente da tempo a Castiglione Olona dove, però, resta nell’ombra, ed è quasi impossibile trovare, in paese, qualcuno che lo conosca.

Il nome di Valenzise è spuntato nelle inchieste della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta sul clan Tripodi di Vibo Valentia Marina, che ha emesso un secondo provvedimento di perquisizione e sequestro, oltre a quello che ha interessato le sedi di Rtl. I provvedimenti sono volti a chiarire la natura di alcune movimentazioni di denaro in Lombardia da parte di alcuni soggetti legati ai due clan. Oltre a Valenzise, il decreto di perquisizione riguarda anche Fulvio Migliano (54anni), di Parabiago (Milano), Angelo La Mendola (47), di San Vittore Olona (Milano) ed Enrico Barone (45), di Vibo Valentia ma domiciliato a Legnano (Milano).

Condotte illecite

Dalle indagini, coordinate dai pm della Dda di Catanzaro Simona Rossi e Pierpaolo Bruni e portate avanti da carabinieri e guardia di finanza, è emerso come Orlando Tripodi, figlio del boss Nicola, avrebbe gestito anche in Lombardia diverse attività commerciali avvalendosi, è scritto nel provvedimento, «delle condotte illecite di Massimo Murano, 41 anni, di Busto Arsizio», già indagato nell’inchiesta «Lybra» del maggio dello scorso anno sul clan Tripodi, «e di Salvatore Valenzise». Secondo i pm, nelle presunte condotte illecite sarebbe coinvolto anche Enrico Barone che, insieme ad Orlando Tripodi, si sarebbe attivato affinché parte del denaro frutto di presunte attività illecite fosse trasferito al boss Nicola Tripodi. I rapporti finanziari con gli indagati, sarebbero stati intrattenuti da Angelo La Mendola e Fulvio Migliano, per cui i magistrati hanno disposto le perquisizioni per «verificare la natura dei predetti rapporti».

Nome noto

Non è la prima volta che il nome di Salvatore Valenzise compare in inchieste giudiziarie. Il 3 marzo 2008, infatti, è stato condannato con rito abbreviato ad un anno e quattro mesi per corruzione in atti giudiziari nell’ambito di un’inchiesta che ha coinvolto una magistrato di Vibo Valentia, Patrizia Pasquin, all’epoca dei fatti contestati presidente del Collegio misure di prevenzione del Tribunale di Vibo, che avrebbe concesso più giorni del previsto a Valenzise, obbligato a risiedere a Nicotera da un precedente provvedimento, per recarsi a Milano.

© riproduzione riservata