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Il duce si nascondeva
dietro questi occhiali

Acquaseria documento che attesta l'autenticità degli occhiali da sole indossati da Benito Mussolini per mimettizzarsi durante la fuga sul lago - proprietà comm. Alberto Botta Acquaseria - citazione sempre obligatoria (Foto by Pozzoni)

di Barbara Faverio

Occhiali da sole, elmetto e cappotto di un soldato tedesco. Era questo il travestimento grazie al quale Benito Mussolini sperava di sfuggire alla cattura da parte dei partigiani durante la sua fuga lungo la sponda occidentale del Lario, alla fine dell'aprile 1945. E quegli occhiali da sole non si sono mai mossi dal lago di Como: fanno parte anch'essi della collezione di cimeli e documenti storici che Alberto Botta, già sindaco di Sant'Abbondio Acquaseria, ha raccolto in decenni di appassionata ricerca, e della quale fanno parte anche gli effetti personali del duce in fuga, di cui abbiamo già scritto su queste pagine. Oggetti altamente evocativi, ma gli occhiali sono forse il reperto storicamente più significativo dell'intera collezione, perché vanno a integrare un piccolo tassello della controversa ricostruzione di quelle drammatiche giornate dell'aprile 1945.
Si tratta di un paio di occhiali da sole pieghevoli, con cerniere sia sulle stanghette che in mezzo alla montatura, che è di colore marrone. Alberto Botta ne è entrato in possesso negli anni Ottanta dalle mani di Gaetano Poncia, che li aveva ricevuti da Pierino Maffia, uno dei partigiani della Brigata Garibaldi presenti alla cattura del duce fra Musso e Dongo il 27 aprile '45.

(Estratto dall'ampio reportage pubblicato su "La Provincia" nell'edizione del 19 marzo)

© riproduzione riservata

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