Comune, sindacati e Openjobmetis. Uniti per Smart e i suoi dipendenti
Via alla ricerca di nuove opportunità per i dipendenti rimasti senza lavoro

Comune, sindacati e Openjobmetis. Uniti per Smart e i suoi dipendenti

Le tre realtà stanno lavorando insieme per il futuro di oltre 140 persone a Cassano Magnago

CASSANO MAGNAG O - Non c’è più nulla da fare: la Smart srl di Cassano Magnago, azienda di servizi e assistenza per telefonini, smartphone e altri device, si è avviata al fallimento e dall’oggi al domani 140 lavoratori si trovano senza nulla in mano. Nulla di nulla perché, di fatto, sono ancora dipendenti di Smart: senza però stipendio, ammortizzatori sociali né prospettive di veder ripartire la produzione.

Questo fino a ieri: oggi per tutti i 140 lavoratori si è aperta un’opportunità concreta, grazie ad una collaborazione senza precedenti fra il Comune di Cassano Magnago, Fiom-Cgil, Agenzia per il Lavoro Openjobmetis e Confartigianato Imprese Varese. L’idea è quella di individuare, attraverso tutti i canali possibili a disposizione degli attori coinvolti, nuove opportunità di lavoro per tutti i dipendenti di Smart che decideranno di aderire all’iniziativa.

«Dovevamo fare qualcosa – ha dichiarato ieri Nicola Poliseno, sindaco di Cassano Magnago nella sede del Comune – per risollevare 140 lavoratori che si sono trovati in questa situazione drammatica che si è venuta a creare così da un giorno all’altro». L’idea è così partita da Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis che, da fornitore di Smart, si è trovato crediti insoluti da parte dell’azienda. E questo significava ben altro: lavoratori non pagati, famiglie senza più un posto di lavoro: «Non potevamo certo chiudere gli occhi – ha spiegato ieri Rasizza – e così insieme alle istituzioni, il Sindacato e Confartigianato Varese che come associazione datoriale ha raccolto subito il nostro appello, abbiamo immaginato una soluzione tempestiva per questi lavoratori».

Un “modello Cassano” unico come l’hanno definito gli attori coinvolti che per la prima volta ha seduto ad un tavolo parti sociali storicamente distanti per arrivare ad una soluzione tempestiva per questi lavoratori: «È la prima volta che il nostro territorio vede la creazione di un network così sinergico e virtuoso – ha sottolineato Rasizza – e auspichiamo che le energie messe in campo da tutti gli attori coinvolti si traducano in occasioni concrete per i dipendenti di Smart».

Per ora una trentina di lavoratori si sono già ricollocati autonomamente, una cinquantina hanno aderito al progetto che li aiuterà a preparare il curriculum che verrà poi veicolato nelle oltre ottomila aziende associate a Confartigianato Varese e nelle migliaia di aziende clienti di Openjobmetis. Il passo successivo sarà coinvolgere tutti gli altri lavoratori.

«La vicenda Smart ha reso palese una serie di carenze legislative – ha spiegato Domenico Lumastro di Fiom-Cgil Varese – In una situazione come quella che ha coinvolto tanti giovani lavoratori, alcuni addirittura con marito e moglie in azienda, che da un giorno all’altro si sono trovati senza un lavoro, ne possibilità di applicazione di alcun tipo di ammortizzatore sociale, servirebbero modifiche alle attuali norme. Per questo valutiamo molto positivamente e riteniamo utile ogni azione come questa, indirizzata a sostenere la rioccupazione rapida e attiva».

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