Questione voucher, ecco quelli nuovi. «Poca chiarezza, si rischia più nero»

Questione voucher, ecco quelli nuovi. «Poca chiarezza, si rischia più nero»

L’introduzione della prestazione occasionale passerà al Senato il 13 giugno

Addio vecchi voucher, arrivano quelli nuovi. Non c’è pace sulla questione voucher: dopo l’ok della Camera ora tocca al Senato.

Una questione tanto urgente quanto scomoda, che anche sul nostro territorio suscita più di qualche malumore. C’è delusione nelle parole del presidente nazionale di Confartigianato Giorgio Merletti e in quelle del presidente provinciale di Confartigianato Varese, Davide Galli, alla luce dell’ultima versione dell’emendamento alla manovra, approvato una settimana fa dalla commissione Bilancio della Camera. Il nodo critico si conferma la nuova regolamentazione del lavoro occasione destinata a sostituire i voucher, «cancellati per evitare lo sciagurato referendum promosso dalla Cgil». Nuova regolamentazione che, prosegue il numero uno di Confartigianato, «non servirà allo scopo a causa dei tanti vincoli di cui è caricata».

I costi aumentano

Tanto per cominciare, infatti, «viene instaurato un vero e proprio contratto di lavoro, si porta dietro le burocrazie sulla sicurezza, costa il 25% in più rispetto al passato e vale solo per imprese con meno di cinque dipendenti, limite assai strano dato che non è nemmeno quello in base al quale l’Europa definisce le micro imprese (9 dipendenti)». Quello di cui hanno bisogno le imprese, spiega Galli, è di avere la possibilità «di investire su una occupazione buona, regolare e rispondente ai bisogni del territorio».

E invece ancora una volta «non possiamo che prendere atto di come le strade della politica e quelle delle imprese rischino di divergere a causa di dinamiche parlamentari il più delle volte incomprensibili e poco attente ai reali bisogni della parte produttiva del Paese».

La crisi in estate

I timori di Galli sono legati alla stagionalità, perché è proprio in estate che «una grande parte delle attività artigianali, ma anche dell’agricoltura, del commercio e del turismo» hanno la necessità di attingere «ai voucher per rafforzare la propria capacità produttiva». «Il rischio di norme poco chiare e poco attinenti alle necessità delle Pmi non solo arriva a complicare ulteriormente la già non facile vita di chi, solo in provincia di Varese, è costretto a fare i conti già oggi con una burocrazia che alle imprese costa 92 milioni di euro, ma non esclude un ulteriore incremento del lavoro nero» conclude Galli.

Fenomeno che, già oggi, incide pesantemente sulla competitività delle Pmi. Gli imprenditori sono allora in allerta: dopo la cancellazione dei vecchi voucher e l’introduzione del cosiddetto “contratto di prestazione occasionale” già votata dalla Camera e in attesa del passaggio al Senato il prossimo 13 giugno, le imprese hanno rizzato le antenne. Sul punto non tutti sono d’accordo: Confartigianato ha promosso, attraverso sito e social, un sondaggio per sondare l’umore delle imprese e lunedì 12 giugno nella sede di Confartigianato Imprese Varese la parola passerà a loro, con la tavola rotonda sul tema “Voucher – quale futuro?”.


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