SeaH: tagli ai manager La trattativa può ripartire?

Sea Handling, il taglio degli stipendi dei manager riaprirà la trattativa? Per il presidente Sea Pietro Modiano, la scadenza ultima per l’accordo è il 22 luglio, e Airport Handling potrà partire anche a settembre.

«È presto per dirlo, ma può rasserenare un clima che è ancora effervescente» ammette Monica Avanzi, rappresentante sindacale di Sea Handling per la Filt-Cgil, che ieri era presente alla seduta della commissione società partecipate del Comune di Milano.

È qui, nel corso del suo intervento a difesa del «miglior accordo possibile» (quello del 4 giugno) che Pietro Modiano, presidente Sea, ha consegnato al sindaco Giuliano Pisapia la lettera di intenti del management Sea, affermando che «il tema della solidarietà e della condivisione esiste. E ieri l’assemblea dei dirigenti ha detto “sì, ci stiamo”». L’ipotesi di contributo di solidarietà contenuta nella missiva, «senza clamore ma con partecipazione», è quella di un taglio netto di una mensilità allo stipendio di tutti i dirigenti Sea e la rinuncia fino a quasi alla metà della parte variabile della retribuzione per dieci figure apicali della società.

Incassata questa novità, che era stata auspicata solo 24 ore prima nel confronto con le organizzazioni sindacali, Pisapia da parte sua ha usato parole rassicuranti, dopo l’incontro avuto nel mattino con il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi: «Ci ha dato garanzie che il Governo, anche in sede europea, farà la sua parte e lavorerà in unità d’intenti con l’amministrazione. C’è anche la volontà del Governo di consultare il Comune e la Sea nelle scelte che riguardano il futuro degli scali aeroportuali milanesi».

L’obiettivo, stando a quanto riferito da Pisapia, sarebbe quello di «bilanciare le esigenze di Malpensa» rispetto alle strategie di sviluppo di Alitalia dopo l’accordo con Etihad.

Sono due aspetti che i sindacati firmatari dell’accordo bocciato dal referendum vogliono rimarcare: «La presa di coscienza del management sui compensi è il più positivo – secondo Monica Avanzi, rsu Filt Cgil – La invocava già l’ex presidente Giuseppe Bonomi alla chiusura della mobilità nel 2011, ma essendo solo sulla parte variabile i lavoratori non l’hanno mai vista. Così invece è un segno tangibile di sacrificio da parte di tutti, che avrà effetti concreti e che si può quantificare nelle compensazioni e nel welfare integrativo».

L’altra buona notizia è l’impegno a favore di Malpensa, perché, sottolinea Avanzi, «senza voli, con un aeroporto ancora sottodimensionato, decade ogni prospettiva per la nuova società».

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