Varese dice addio a Giorgio Mauri. Guru del commercio di casa nostra
Giorgio Mauri con Gianluigi Brusa

Varese dice addio a Giorgio Mauri. Guru del commercio di casa nostra

Originario di Cantello, dal 2009 ricopriva la carica di presidente dell’associazione 50&Più

È morto Giorgio Mauri, presidente provinciale di 50&Più, l’associazione per i veterani del commercio varesino.

Il sodalizio, che fa parte di Confcommercio, conta oltre diecimila iscritti e raggruppa al suo interno esercenti oggi in pensione. Nell’ambiente economico varesino 50&Più è reputata una delle più importanti tra le diverse associazioni culturali e ricreative. Giorgio Mauri, 74 anni, era originario di Cantello, e dal 2009 ricopriva la carica di presidente provinciale e regionale dell’associazione 50&Più. Era subentrato a Gianluigi Brusa, anche lui recentemente scomparso, del quale era stato vice presidente per oltre dieci anni. Mauri era persona di grande umanità, e nel corso della sua carriera aveva raggiunto cariche importanti nell’organizzazione grazie soprattutto alla sua professionalità e umanità apprezzata da tutti i soci. Nella vita aveva svolto con successo l’attività di agente di commercio nel campo dell’utensileria edile.

Dopo la sua scomparsa, lascia la moglie e tre figlie. Un anno fa, nel mese di ottobre, durante la consegna delle onorificenze di Maestri del Commercio agli storici commercianti varesini che per oltre mezzo secolo hanno servito la loro clientela con sacrificio, cortesia e affabilità, proprio Mauri – uno dei cinquantasette ad aver ricevuto il prestigiosissimo riconoscimento - aveva espresso l’importanza e il valore aggiunto della fiducia nel settore commerciale.

Inoltre aveva sottolineato come il commercio sia un’attività importante, nonostante il trend negativo e le saracinesche che spesso si abbassano per sempre. «I negozi sono indiscutibilmente punti di aggregazione sociale e di vitalità dei quartieri» aveva ricordato, oltre che un importante «testimone da passare alle nuove generazioni, perché il commercio ne avrebbe di lavoro da dare».

Oggi il suo messaggio lo affidiamo ai giovani imprenditori del futuro: si può vivere del proprio commercio, lavorando con passione e credendo in ciò che si fa, anche per portare avanti una tradizione e una attività magari familiare.

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