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Togliete pure tutti i fiori
ma c'è la primavera biancorossa

Sannino dagli spalti incoraggia i suoi (Foto by varesepress/genuardi)

Potranno togliere tutti i fiori, ma non fermeranno la primavera biancorossa. Potranno anche chiudere lo stadio, ma quel giorno saremo fuori dai cancelli a urlare ancora più forte. E così è successo che per ogni tifoso di Casciago, di Lozza, di Calcinate a cui ieri è stato impedito di acquistare il biglietto da divieti bulgari, a Masnago ce n'era uno della Scuola Calcio, del Gruppo Comodo, degli Amici del Varese che ha lottato anche per lui. Ogni volta che ci tolgono qualcosa, buttiamo in campo un pezzo di cuore in più. Se squalificano Sannino e lo sbattono a soffire come un cane in curva Nord per una bestemmia mai pronunciata, di Sannino se ne ritrovano contro duemila. Se confinano Alfredo Luini con la sua carrozzina in tribuna centrale, invece che a bordo campo, lui da quel confine diventa ancora più grande. Più simbolico. Più rumoroso. C'era una vecchia canzone della curva che riassume il segreto di questo Varese: «Noi ci siamo/la gente si domanda/ma chi sono».
Ma chi sono? Se lo domandavano un anno fa di questi tempi anche quelli dell'Alessandria, così come lo scorso 13 dicembre a Cremona, quando un quotidiano grigiorosso titolò: «Eliminato l'intruso Varese dalla lotta al vertice». L'intruso, cari cremonesi, è qui che vi morde le caviglie a -4 e vi aspetta al Franco Ossola per l'ultima giornata. Ma chi sono? Se lo domandavano a Lumezzane due settimane fa in Coppa Italia («Biancorossi scoppiati, tempo 3 settimane e sono fuori dai playoff») e se lo è chiesto anche un tifoso della Pro Patria in tribuna: «All'andata il Varese era un'altra cosa, adesso è una squadra normale». No, caro tigrotto: è la Pro che adesso è un'altra squadra, migliore di quella che pareggiò allo Speroni, anche se l'ambiente - e lo spirito di qualche giocatore - non ha la coscienza di poter retrocedere veramente in C2 e quindi non sa fare la guerra. E poi attaccano Cosco, uno dei pochi che è venuto a Masnago e tatticamente ha duellato alla pari con Sannino. L'unico che mette il sangue anche per quelli che, tra i tigrotti, non ce l'hanno. O ce l'hanno blu. Con quello vai alla Prima della Scala ma, di sicuro, non ti salvi.

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