Mercoledì 28 Aprile 2010

Passione, cultura, impegno
E' morto l'avvocato Valcavi

VARESE Ottantaquattro anni vissuti con passione, impegno, grandi battaglie. L'ultima quella per la rievocazione dei 150 anni dell'Unità Italia, con la presidenza onoraria del comitato organizzatore varesino. Ma nel corso di una vita sempre al centro della vita economica, culturale e associativa, si ricorda la sua attività politica e parlamentare, gli studi giuridici che l'hanno portato a diventare uno dei più importanti giuristi italiani, il ruolo di “padre” dell'Università dell'Insubria, ma anche dell'ospedale di Varese e della Banca Popolare di Luino e Varese.
Ieri si è spento l'avvocato Giovanni Valcavi, un protagonista importante della storia e del presente della città di Varese. Nato l'8 marzo 1926 a Desenzano sul Garda, avvocato dal 1952 e dal 1965 iscritto all'albo dei cassazionisti, Valcavi lascia la moglie Paola Bassani, a cui tanti amici in queste ore si stringono, ricordandone la grande personalità. Autore di importanti scritti sul diritto civile, procedura civile e diritto fallimentare, dal 2005 l'avvocato Valcavi aveva istituito l'omonima “Fondazione Studi Giuridici”. Come socialista, è stato senatore nella decima legislatura, fece parte anche della commissione ministeriale per la riforma del codice di procedura civile presieduta dal Giuseppe Tarzia. Tra i tanti incarichi di prestigio, fu amministratore della Banca popolare di Milano, della Banca privata Edmund Rotschild, della Confederazione internazionale delle banche popolari. Ma Varese lo ricorda soprattutto come presidente della Banca popolare di Luino e Varese. È stato anche amministratore della Guccio Gucci Spa, della Cooperativa farmaceutica di Milano e del Calzaturificio di Varese. Fu anche un importante presidente dell'ospedale di Varese dal 1968 al 1974. Anche se in città è noto soprattutto come uno dei padri fondatori dell'Università dell'Insubria, per cui l'anno scorso aveva creato anche la “Fondazione Valcavi” per sostenere la ricerca. Ha promosso tre edizioni del “vocabolario bosino” in lingua dialettale e pubblicato le poesie del poeta varesino Speri della Chiesa. É stato promotore di opere di beneficenza in tutto il mondo. Uomo di spirito, si ricorda che all'invito dei “garibaldini” varesini di diventare presidente onorario dell'associazione per le celebrazioni del 150° dall'unità d'Italia rispose prontamente «obbedisco». Il funerale si terrà domani, alle 14 alla basilica di San Vittore. La camera ardente è stata aperta presso lo studio legale di via Magenta 5.

e.marletta

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