Martedì 13 luglio 2010

Varese, alla scuola bosina
un "dono" di 800mila euro

VARESE Lo Stato taglia ma non sempre. Nel caso della scuola bosina non è tempo di sacrifici. Anzi, è vero il contrario perché grazie alla Legge Mancia, lo strumento con il quale i parlamentari, dei diversi schieramenti, finanziano enti ed associazioni, è arrivato un cospicuo contributo - 800mila euro nell'arco di due anni -  finalizzato alla ristrutturazione e all'ampliamento dell'istituto fondato nel 1998 da Manuela Marrone, moglie del Senatur. L'impegno dei senatori leghisti ha dato i suoi frutti. Ma, anche all'interno della maggioranza qualche mal di pancia deve esserci stato se è vero che ieri «Il Giornale» ha titolato in prima pagina sul «regalo» a lady Bossi confezionato proprio con quella legge che da anni è all'indice perché ritenuta lo strumento migliore per sovvenzionare le clientele locali e disperdere in mille rivoli il denaro pubblico.
«Se avessi avuto quegli 800 mila euro a disposizione per il territorio – dice Paolo Rossi, senatore del Pd – non li avrei dati ad una struttura privata e sicuramente non alla scuola Bosina». Non perché lì si lavori male, ha precisato il democratico, ma perché è bene che soldi che arrivano dal pubblico e che la legge mette a disposizione di chi li amministra restino nel pubblico. Rossi avrebbe privilegiato le opere pubbliche che in questo periodo soprattutto, gli enti locali faticano a finanziare: «I comuni grandi e piccoli ne hanno bisogno, ma soprattutto quelli piccoli e piccolissimi che si trovano senza niente: pensiamo a cosa potrebbero fare con una cifra del genere. Anch'io avevo avuto a disposizione 260 mila euro e li avevo divisi tra un'opera a Gorla per il fotovoltaico e una a Laveno per le fognature».
«Non è stato un dono dello Stato a Lady Bossi - spiega il senatore leghista Fabio Rizzi – ma un regalo dei senatori della Lega alla nostra scuola. Ce lo permette il famoso “decreto marchette”, che si può discutere quanto vogliamo, ma ci ha permesso di avere i finanziamenti che avevamo bisogno». Oltre alla sistemazione strutturale dell'edificio, serviranno a far partire la scuola superiore. «Siamo già in fase avanzata, sarà un liceo linguistico». «Toccate tutto ma non la nostra scuola», dice il presidente della Provincia Dario Galli che fa parte del Cda: «Garantisce il prescuola, il doposcuola e il trasporto in città, servizi che nessun'altra paritaria riesce a dare e stando in piedi praticamente con le proprie gambe. Nonostante questo riusciamo a tenere un prezzo mediamente più basso». Sono poco meno di 250 euro al mese. «Capisco che in questo momento la Lega sia forte e l'editore de “Il Giornale” debole, ma dovrebbero cercare di prendere esempio dalle nostre eccellenze invece di attaccarle con questi mezzucci».
Francesca Manfredi

e.marletta

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