Venerdì 11 Novembre 2011

Insulti e nuove minacce di morte
all'amico di Beppe Uva

VARESE (f. ton.) Nuove minacce di morte all'amico di Giuseppe Uva: dopo l'esposto dei giorni scorsi, quando ha denunciato di avere ricevuto telefonate minatorie e di avere subito una misteriosa incursione notturna nella sua abitazione (gli è stata messa a soqquadro tutta la casa), Alberto Biggiogero ha presentato un nuovo esposto in questura contro ignori per un messaggio sms dal contenuto inequivocabile e pesantissimo.




«Brutto pirla, adesso vuoi pure la protezione di chi hai sputtanato farete la stessa fine del vostro amico Giuseppe Ci vediamo Le Iene»: questa la frase apparsa sulla sua utenza cellulare, due giorni fa, mercoledì 9 novembre alle 14,50. Il messaggio è stato inviato da un'utenza fissa parzialmente oscurata: 0332820. Si tratta probabilmente di una cabina telefonica del centro città, di quelle poche ancora rimaste e in funzione. Non dovrebbe essere difficile risalirvi, anche se è chiaro che resta difficile capire chi possa avere mandato quel messaggio sul cellulare di Biggiogero.




Non ha perso tempo ed è subito corso in questura per presentare un esposto, mostrando la funzionario di polizia la frase apparsa sul suo telefonino. Non più tardi di due giorni prima attraverso il suo legale, l'avvocato Stefano Bruno, aveva depositato un altro esposto per tre telefonate minatorie e per l'incursione nella sua casa, che appare a tutti gli effetti come un pesante avvertimento.




Biggiogero si è molto esposto in questa vicenda, arrivando a fornire una versione delle cause della morte di Uva che collidono con quella della procura della Repubblica. Biggiogero, che la notte del 14 giugno era con Giuseppe Uva in via Dandolo, e poi sempre con lui, ma in un'altra stanza, nella caserma di via Saffi, dove li portarono i carabinieri dopo averli sorpresi a muovere transenne stradali. È qui che dice di avere udito delle grida ed è da qui che ha chiamato il 118, sostenendo che nella stanza accanto stavano massacrando il suo amico.




L'inchiesta è arrivata ad altre conclusioni: Uva sarebbe morto per colpa dei farmaci che gli somministrarono in ospedale, nel corso del trattamento sanitario obbligatorio. La verità dopo i nuovi accertamenti e la riesumazione del cadavere ordinati dal giudice.

e.marletta

© riproduzione riservata