Lunedì 06 Febbraio 2012

Pedemontana, previsione choc
«Mancano i fondi, lavori in ritardo»

VARESE Allarme Pedemontana: mancano i finanziamenti, e salvo imprevisti non sarà pronta entro il 2015. «Ormai è impossibile», ha dichiarato a Repubblica il vicepresidente di Assolombarda per il territorio e le infrastrutture, Giuliano Asperti.

L'Expo che si aprirà in primavera potrebbe dunque essere costretto a farne a meno, nonostante la maxi infrastruttura attesa sul territorio da vent'anni sia riuscita quanto meno a partire proprio perché al servizio dell'evento. «Spero non sia davvero così» commenta il sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia, Attilio Fontana: «È la dimostrazione che non tutto quello che toccano i privati si trasforma necessariamente in oro. A volte si trasforma in oro, altre volte in materiale meno nobile».

A lanciare l'allarme questa volta sono gli industriali. Hanno analizzato l'evolversi dei cantieri in corso, le opere previste sulla carta e quelle accantonate prima ancora di vedere la luce, arrivando a una panoramica completa inserita nella relazione annuale dell'Osservatorio territoriale infrastrutture.

Dal documento che ne è scaturito, si legge chiaramente che solo 80 dei 300 chilometri di nuove strade in progetto saranno realizzati in tempo. Tra l'altro non solo la Pedemontana è a forte rischio, ma lo sono la Tem, la Brebemi e il tratto ferroviario Parabiago-Gallarate, che dovrebbe collegare la Fiera, l'Expo e Malpensa. Delle citate, la Brebemi sarebbe l'unica ad avere qualche speranza di arrivare per l'Expo, mentre tra le opere che la politica ha messo da parte per mancanza di finanziamenti ci sono la metropolitana 6 e la tratta sud della variante alla Varesina.

In tutti questi casi, a paralizzare o a far rinunciare ai progetti, è stata la crisi finanziaria. Alla Pedemontana per la precisione mancherebbero 3,5 dei cinque miliardi di finanziamento necessari. «In media per arrivare all'apertura dei cantieri sono stati necessari 13 anni, ne serviranno 17 per la consegna», ha precisato Asperti alla luce di questo dato. Il problema è sempre lo stesso: il project financing è molto impegnativo ed è stato definito prima della crisi; il costo del denaro adesso è superiore al previsto, quindi per i soci c'è un incremento del capitale di rischio.

Provincia di Milano e Serravalle dovrebbero impegnarsi a investire circa 500 milioni su Pedemontana e Tangenziale, ma è difficile che ci riescano visti gli attuali flussi finanziari della società. Come se ne esca non è chiaro neanche ai più, ma intanto i sindaci del territorio sono piuttosto preoccupati. «Mi auguro che le cose non stiano così e che i lavori proseguano a pieno ritmo», aggiunge Fontana, «ma questi problemi ci dicono che bisogna smetterla di santificare i privati a tutti i costi. A volte ci vuole il privato, a volte ci vuole il pubblico».

Preoccupato anche il sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli, pidiellino di area laica: «Non ho avuto questo sentore ma non mancheremo di attivarci per capirne di più», afferma.

«Prima di tutto chiederemo un incontro urgente con l'assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo per chiedere un quadro preciso della situazione. Per noi è un'opera molto importante non solo in prospettiva dell'Expo. Stiamo facendo il Piano di governo del territorio e oltre a regolarci sulla posizione baricentrica della nostra città dobbiamo valutare gli eventuali investimenti in infrastrutture».

s.bartolini

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