Martedì 15 maggio 2012

Con la moto investe cervo
«Sono vivo per miracolo»

 «Ho visto la morte in faccia. E' stato tremendo». È ancora scosso Ludovico Riccio - 19 anni di Olgiate Comasco - nel ricordare le drammatiche sequenze dello scontro con un cervo, finito contro la sua moto.
«Tornavo a casa dopo una partita a calcetto. In sella alla mia moto (Suzuki 600), procedevo tranquillo in direzione Olgiate. All'altezza del rettilineo, all'improvviso, ho visto sbucare un animale dalla corsia opposta rispetto alla mia; è uscito saltellando e ha attraversato la strada. Neanche il tempo di capire cosa fosse, che mi sono trovato le sue costole a un braccio dal mio naso; era il doppio della mia moto».
«Dall'interno del casco - ricorda il giovane - ho tirato un urlo fortissimo dalla paura e subito dopo sono finito contro di lui. Ho fatto un volo di quaranta metri, la moto è rotolata in avanti e per fortuna non mi è finita addosso. Dopo il volo, sono caduto sull'asfalto, finendo poi giù nella rivetta».
«Con la forza della disperazione, sono riuscito a rialzarmi e a trascinarmi su una gamba fin sulla strada, dopodiché sono crollato. Quando ho riaperto gli occhi, mi sono scese le lacrime per la gioia di essere vivo».
Il cervo - un maschio adulto - non è sopravvissuto all'impatto. Sul posto la polizia provinciale e il servizio veterinario dell'Asl che, constatato il decesso, ha provveduto allo smaltimento della carcassa.

f.angelini

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