Martedì 12 Giugno 2012

Somma, la frana non si ferma
Opere di contenimento travolte

Somma Lombardo - La bocca della frana al Belvedere è un vortice senza contenimento. Gli interventi realizzati finora sono stati spazzati via nell'arco di una notte: è bastato il temporale deciso di sabato notte e la replica di domenica e i due grossi tubi, quasi dei tunnel, posti a metà scarpata per convogliare l'acqua dello scolmatore Villoresi a valle, non servono già più. Uno è finito nel mezzo della frana; l'altro è come sospeso nel vuoto.



«Soldi buttati via. Chi ha disposto i lavori, sapeva il fatto suo?» Dall'opposizione, Luigi Bollazzi della lista civica Insieme per difendere Somma, gira il punto di domanda al sindaco Guido Colombo e alla sua amministrazione. Ma l'assessore ai Lavori pubblici e all'Ambiente Adriano Peruzzotti replica con decisione: «Per fortuna abbiamo fatto quei lavori che hanno contenuto i danni e impedito l'avanzamento a monte della frana. A quest'ora, altrimenti, sarebbe al depuratore». Nulla insomma sarebbe stato fatto invano.








Le reti colme di massi deposte nel ventre della frana con l'elicottero, non si vedono già più. I sassi sono ormai coperti. «Ma hanno almeno ridotto la velocità della frana», evidenzia l'assessore. Anche i pali conficcati nel terreno per una sorta di palificazione stile fortino, sembrano stuzzicadenti in balia di vento e pioggia. Ma anche questi pali hanno avuto un loro ruolo, secondo Peruzzotti. Il quale, dopo un'intera giornata di riunioni, ieri, spiega: «Abbiamo consentito l'accessibilità del corpo di frana, ridotto il pericolo della scarpata verticale e ridotto l'entità della caduta dell'acqua dello scolmatore». Al Belvedere arriva l'acqua dei tombini di Somma. E se le acque del depuratore sono state incanalate oltre la frana (con qualche sbancamento per fortuna poi non continuato), resta la battaglia contro l'acqua piovana.








La casa della famiglia Rovelli, è ancora in piedi, quasi per miracolo. Il precipizio ha ormai raggiunto lo scivolo di accesso ai box e dal Ticino lo sguardo è completamente aperto sulla villa gialla. Uno squarcio nella collina. Terra, ghiaia e sabbia dentro il letto del fiume hanno già formato una sorta di spiaggia prima inesistente. E a circa cinquanta metri di altezza, c'è una casa che rischia di cadere nel vuoto.








Letteralmente scomparsa anche la svia d'accesso alla diga del Panperduto che si era cercato di ricostruire alla bell'e meglio per il passaggio dei mezzi diretti alla diga dove sarebbe in corso la realizzazione di un ostello. Nulla da fare. Adesso c'è solo un ammasso, una montagna, di sabbia e sassi che impedirebbe il transito a chiunque.








Oggi pomeriggio il sindaco Guido Colombo e l'assessore Peruzzotti saranno dal prefetto di Varese Giorgio Zanzi. Con loro i referenti di diversi settori di regione Lombardia, i vertici del Parco del Ticino, del comando dei Vigili del Fuoco di Varese e della Protezione civile provinciale, inoltre Amsc. «Chiederemo lo stato di calamità naturale», informa Adriano Peruzzotti. «Non ce la faremo mai da soli come comune». Giovedì mattina, sarà l'assessore regionale al Territorio Daniele Belotti, insieme al consigliere Longoni, a raggiungere Somma per rendersi conto di persona del disastro ambientale al Belvedere. E la speranza è che l'unione delle forze possa aiutare l'amministrazione comunale a risolvere un problema di dimensioni pazzesche che ha già cambiato la conformazione del territorio tra la spiaggia della Canottieri e il Panperduto. Facendo tremare anche chi abita a monte, tra via Villoresi e Belvedere.
Alessandra Pedroni








 

p.rossetti

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