Giovedì 26 Febbraio 2009

Veneto; Treviso, Polizia alla ricerca compagno donna sgozzata

Treviso, 26 feb. (Apcom) - E' ricercato in tutt'Italia il giovane marocchino, ex compagno di Elisabetta Leder, la donna di 36 anni, infermiera in una casa di riposo, sgozzata insieme alla figlioletta di 18 mesi, la piccola Arianna, nella loro abitazione a Castagnole di Paese in provincia di Treviso. A dare l'allarme a polizia e carabinieri, ieri sera, è stato il fratello della donna, Alessandro di 27 anni, che è stato chiamato dalla madre perché non vedeva arrivare a cena Elisabetta e la piccola Arianna attese per le 19.40. Il giovane ha aspettato inutilmente la sorella per un po' sotto casa, pensando che fosse uscita per una commissione. Non vedendola arrivare ha avvertito le forze dell'ordine. Quando è entrato nell'appartamento, intorno alle 22.00, ha trovato la casa completamente a soqquadro con tracce di sangue. Il cadavere di Elisabetta Leder e della piccola Arianna erano nella camera da letto, a entrambe era stata recisa la gola. Sotto il cadavere di Elisabetta sono stati rinvenuti due coltelli, con uno potrebbe essere stata uccisa. L'esame scientifico evidenzierà tracce ed eventuali impronte digitali. Da quanto si è appreso da fonti investigative, la relazione tra Elisabetta e il giovane extracomunitario era comunque finita. La 36enne lavorava come infermiera in una casa di riposo e conduceva una vita tranquilla. Proprio ieri mattina, però, il giovane marocchino era stato visto nell'appartamento di Elisabetta a far visita alla figlioletta Arianna che aveva legalmente riconosciuto. Negli ultimi dieci giorni, da quando era arrivato a Treviso dalla Francia, il giovane aveva visto spesso la figlioletta. Il marocchino, che gode di un permesso per motivi familiari, veniva a Treviso per brevi periodi proprio per trovare la piccola Arianna; il resto del tempo lo passava in Francia a casa di parenti. I sospetti, però, si concentrano sull'ex-compagno di Elisabetta Leder. Dal garage della donna, dopo il duplice omicidio, è sparita l'auto e del nordafricano a tutt'ora non si hanno notizie. Aspetto che aggrava la sua situazione anche se non è ancora stato iscritto nel registro degli indagati. Lo stesso procuratore capo di Treviso, Antonio Fojadelli ha spiegato che il delitto potrebbe essere stato compiuto come "conseguenza di una lite: ci sono alcuni indizi - ha sottolineato - che lo fanno ritenere come plausibile". Nessun iscritto nel registro degli indagati anche se ha proseguito il magistrato è "inutile dire che vi siano dei sospettati, uno in particolare". Un testimone, un vicino di casa sembra abbia visto il nordafricano entrare nel condominio di Castagnole di Paese proprio una manciata di minuti prima che si consumasse il delitto. Sarebbe, quindi, solo questione di poco tempo, l'assassino di Elisabetta e della piccola Arianna avrebbe le ore contate. All'appello mancano ancora gli elementi che potrebbero emergere dall'esame delle lame rinvenute nella casa della mattanza, dalle impronte insanguinate di scarpe trovate nell'androne e davanti al tappeto di casa, o dal corpo delle vittime: Elisabetta, trovata senza vita semi svestita in camera da letto, è evidente che prima di soccombere ha lottato strenuamente. Sarà l'esame sulle lame dei due coltelli rivenuti sotto il corpo di Elisabetta Leder a far luce sulla dinamica del duplice delitto che ha sconvolto Castagnole di Paese in provincia di Treviso. Eventuali impronte digitali potrebbero rivelare chiari indizi. Bnz

MAZ

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