Giovedì 14 Agosto 2008

Busto Arsizio "invecchia"
La salvano le associazioni

BUSTO ARSIZIO Gli ultra 65enni sono ormai il 22 per cento della popolazione residente a Busto Arsizio. Aumentano gli anziani, aumentano i bisogni: quella della terza età è un’emergenza sociale sul tessuto del territorio. «Richieste in aumento e anziani sempre più soli – sintetizza Elena Volontè, assistente sociale del Comune di Busto, alla Colonia Elioterapica per parlare di assistenza agli anziani di fronte al popolo dell’Auser – Per fortuna grazie alle associazioni in città si fa molto».

L’analisi dell’assistente sociale è partita dai numeri dell’assessorato ai servizi sociali, che mostrano un trend crescente di richieste e di necessità nella popolazione anziana. Gli ultra 65enni sono 17.882 su un totale di 81.195 abitanti. Tra questi ben 8.527 sono gli “over 75” (il 10,5 per cento dei bustesi), mentre netta è la prevalenza delle donne sugli uomini (10.520 contro 7.362 tra gli ultra 65enni). «Anziani sempre più soli – sottolinea la dottoressa Volontè – non tanto perché abbandonati dai familiari ma per i più svariati fattori. Tanti celibi e nubili, tanti con i parenti che lavorano e non possono accudirli in modo continuativo». Una solitudine che si traduce in un aumento delle richieste ai servizi sociali: «Soprattutto economiche – ammette – Del resto la pensione sociale è di pochi euro superiore al minimo vitale fissato per legge».

Così nei primi sei mesi del 2008, Palazzo Gilardoni ha accolto 576 richieste di colloquio al segretariato sociale, ha erogato pasti a domicilio a ben 141 anziani e ha assegnato 71 buoni sociali a chi non riesce a tirare alla fine del mese. «Le richieste di assistenza – aggiunge l’assessore ai servizi sociali Luigi Chierichetti – aumentano non solo da persone provenienti da famiglie bisognose ma anche da famiglie “benestanti” che pagano in toto la quota sul servizio. Noi aumenteremo gli interventi». E se non si vuole puntare il dito contro le famiglie, c’è da dire che «nei mesi di luglio e agosto gli anziani sono meno accuditi e le richieste di assistenza domiciliare crescono del 20-25 per cento» ammette Chierichetti. L’assistenza in casa dell’anziano è, secondo Leonardo Bevilacqua dell’Auser, «la strada giusta. Siamo contro la filosofia di scaricare l’anziano nelle case di riposo». Resta il problema del centro anziani, che l’Auser invoca e su cui l’amministrazione sta lavorando per una soluzione.
Andrea Aliverti

s.bartolini

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