Digio è tornato a casa. «Grazie a chi ci ha aiutato»

Digio è tornato a casa. «Grazie a chi ci ha aiutato»

Il 36enne di Venegono Inferiore aggredito e rapinato in Laos è ora ricoverato al Circolo

VENEGONO INFERIORE - È tornato in Italia Gianluca Di Gioia, 36 anni, di Venegono Inferiore, aggredito e rapinato tra il 27 e il 28 agosto scorso durante una vacanza nel sud-est asiatico. Dalla mattinata di ieri è ricoverato all’ospedale di Circolo di Varese.

Di Gioia, per gli amici il Digio, era stato ricoverato in coma sedato al Bangkok hospital di Udon Thani. Al terzo tentativo di risveglio Gianluca ha aperto gli occhi per qualche ora. Poi una crisi respiratoria che aveva costretto i medici ad intubarlo ancora. Quindi la notizia più bella: il giorno successivo Gianluca si era svegliato e da quel momento ha iniziato a respirare. Da oggi è ricoverato all’ospedale di Circolo di Varese. Per pagare le costose cure mediche thailandesi e il trasporto sanitario in Italia è scattata una gara di solidarietà da nord a sud che ha permesso alla famiglia di raccogliere oltre 100 mila euro in pochi giorni. E ieri Salvatore, il fratello di Digio, ha ringraziato tutti «coloro che ci hanno aiutato a riportare Luca a casa. Grazie infinite. Non ci saremmo mai aspettati una solidarietà così grande. Adesso aspettiamo tutti che Luca si rimetta completamente».

La famiglia ha diffuso nel tardo pomeriggio di ieri la notizia dell’arrivo di Gianluca all’ospedale di Vraese. Lo ha fatto per evitare clamori che avrebbero potuto turbare il trentaseienne e per consentire che il trasporto sino al Circolo avvenisse senza trambusti. La stessa famiglia non ha però mancato di ringraziare chi, da tutta Italia, pur senza aver mai neanche conosciuto Gianluca ha voluto donare piccole o grandi cifre per aiutare la famiglia a riportarlo in Italia.

Con il tempo Gianluca potrà anche chiarire i contorni dell’aggressione che lo ha ridotto in fin di vita. «Inizia ora a riconoscere i familiari – spiega Luca Antonio Labollita, amico di famiglia che è sempre rimasto in contatto con Salvatore e ha creato il gruppo Facebook “Aiutiamo Gianluca-Il Digio”, che ha permesso di raccogliere tantissime donazioni – inizia a ricordare qualcosa ma ci vorrà del tempo. Migliora in modo costante ma è chiaro che il quadro si ricomporrà con i giorni nella sua mente».

Gianluca, e questo lo conferma la Farnesina, è stato aggredito e rapinato di carta di credito e cellulare mentre si trovava in Loas. È stato trovato dalla polizia privo di sensi sotto la pioggia battente. Forse abbandonato in quelle condizioni per ore. Tra le ipotesi anche quella che possa essere stato avvelenato. Ma soltanto lui potrà, una volta guarito, descrivere nel dettaglio l’aggressione subita.

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