Le paginate sul Pride sono un segno di civiltà
La prima pagina del nostro giornale uscito in edicola il 18 giugno 2017

Le paginate sul Pride sono un segno di civiltà

Varese Pride - L’editoriale del direttore Francesco Caielli

Il Varese Pride. Ne abbiamo parlato tanto: secondo una fetta di lettori ne abbiamo parlato il giusto, secondo un’altra fetta di lettori ne abbiamo parlato troppo. La verità è che, tornando indietro, rifaremmo tutto: sì, compresa la prima pagina di domenica con la foto del bacio tra due uomini e la scritta “That’s amore” che, lo ammettiamo, è stata una scelta forte.

Rifaremmo tutto perché parlare del Pride nel modo in cui l’abbiamo fatto significa parlare di libertà, di rispetto e di valori. Perché parlarne e parlarne così non significa affatto andare contro la tradizione e la famiglia (io e mia moglie alle nostre figlie diremo sempre che tolleranza e bellezza sono i valori più importanti). Perché parlarne e parlarne così significa raccontare le cose in modo critico, senza pregiudizi (gli esibizionismi troppo accentuati e le “carnevalate”? Non ci piacciono. La critica al sindaco Galimberti partita dal palco? Inutile, sbagliata e figlia del vittimismo).

Abbiamo parlato tanto del Pride e lo rifaremmo, rifaremmo tutto. Perché siamo un giornale così. Fatto di gente che non ha paura di schierarsi e prendere posizioni, anche quando schierarsi significa prendersi un po’ di insulti su Facebook.

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