Venerdì 08 Agosto 2008

Polita prima dice sì
poi fa causa al Comune

VARESE Sono cavoli amari. Già perché se la firma è arrivata in zona Cesarini, le polemiche non cessano e ora il costruttore Sandro Polita minaccia di trascinare l’amministrazione comunale in una causa in tribunale. Tutto verte intorno all’hotel di Capolago e, più in particolare, alle opere di urbanizzazione ad esso connesse. Ora, il costruttore varesino si è impegnato a cedere i parcheggi pubblici e il centro servizi, in via di ultimazione, a servizio della pista ciclopedonale del lago. Ma subito dopo aver apportato la sua firma, Sandro Polita si è rivolto agli avvocati, impugnando il documento. «Sono stato costretto a firmare perché minacciavano di bloccare il cantiere – spiega il diretto interessato – ma mi sono subito rivolto ai miei legali per impugnare la bozza».

L’imprendiotre denuncia di avere subito una serie di presunte prevaricazioni da parte dell’ente pubblico. Una serie di circostanze gravi, perlomeno a prendere per oro colato il contenuto di una lettera-denuncia di alcuni giorni fa. «Dicono che mi sto tirando indietro perché ho paura di non finire in tempo le opere – sbotta Polita – tutte sciocchezze. Il parcheggio e la struttura, previste per la pista lacuale, saranno pronti entro la data stabilita, a metà settembre. Solo che non li consegnerò al Comune, per il semplice fatto che l’ente si è dimostrato incompetente a pianificare le opere».

Tutto gira intorno al passaggio per i pedoni, che devono attraversare la strada dal parcheggio alla pista, ma possono farlo, per motivi di sicurezza, solo con un sottopasso o un sovrappasso. «Un sottopasso non è possibile realizzarlo, perché c’è il torrente. Mentre un sovrappasso, che sembra la soluzione ideale, pare abbia già incontrato un ostacolo, con un diniego ufficioso da parte della tutela ambientale, perché rovinerebbe il paesaggio», risponde Polita. E accusa: «Nel mio progetto iniziale, avevo proposto di realizzare parcheggi e centro dall’altro lato della strada, sempre su un terreno di mia proprietà. Sarebbe stato più logico, perché non vi sarebbe stato più il problema dell’attraversamento. Ma l’urbanistica mi ha costretto a cambiare progetto. E oggi mi trovo di fronte ad un problema creato dalle scelte poco lungimiranti del Comune». Dall’amministrazione tutte le accuse vengono respinte con decisione al mittente. «Polita ha assunto una posizione incomprensibile – risponde l’assessore Fabio Binelli – polemizza su tutto, quando da parte nostra c’è sempre stata la massima disponibilità ad aiutarlo».
Marco Tavazzi

s.bartolini

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