Nella vita, un po’ come in palestra. Siamo sempre sul gradino più alto del podio
Riccardo Maino, diciassette, anni vissuti all’insegna dell’osare

Nella vita, un po’ come in palestra. Siamo sempre sul gradino più alto del podio

La storia - Riccardo Maino sulla sua “minicar” con al collo cinque medaglie d’oro

Il giovanissimo Riccardo Maino esagera e non intende fermarsi. Ai recenti campionati italiani di ginnastica Fisdir, nelle cinque gara disputate l’atleta della Pro Patria Bustese è salito cinque volte sul gradino più alto del podio per mettersi al collo la medaglia d’oro, regalando a chi lo segue emozioni senza fine. Ma non è tutto. Tra gli affetti e gli impegni in palestra arrivati fino a quattro allenamenti settimanali, Riccardo ha saputo sgretolare paure, luoghi comuni e pregiudizi facendo suoi due verbi che caratterizzano la sua giovane vita: credere e osare.
E allora che si fa? Vogliamo far un piccolo grande passo verso l’autonomia? Vogliamo anzi, l’ha fortemente voluto e ottenuto mettendosi in tasca la patente per far sua una minicar con un maxi significato.
Diciassette anni vissuti all’insegna dell’osare e del credere, quelli del bustocco Riccardo Maino, «soggetto con sindrome di down», portatore sano di energia coltivata da due genitori che dovrebbero insegnare all’Università della famiglia semmai un giorno ne nascesse una. Terzo arrivato in casa Maino dopo le due sorelle Sara e Francesca, Riccardo ha risposto al meglio agli input di papà e mamma che per lui hanno sempre scelto la strada con gli altri, dalla scuola allo sport». «L’argento vivo nel sangue di Riccardo è quello di mio marito Piero - racconta Marinella – E’ lui che non gli ha mai precluso niente, al contrario, l’ha sempre spinto e appoggiato verso ogni esperienza e opportunità di crescita e inclusione. Sempre al suo fianco, senza fargli sconti quando va ripreso».
Una Mamma quando come lei si scrive con la maiuscola non è seconda a nessun papà.
«Ma no - risponde Marinella con il pudore delle Mamme con la emme maiuscola - il mio compito è quello della rompiscatole che controlla i compiti, che non vuole vedere disordine, che si preoccupa per ogni cosa. Cose da mamma.» Oltre a collezionare medaglie d’oro nella ginnastica con la divisa della Pro Patria Bustese, Riccardo è stato promosso in quarta Liceo Artistico? «Di voglia di studiare non è ha tanta ma l’unico suo problema è il comportamento. Sulla promozione pesa un sette che mi ha fatto arrabbiare». Ma una volta col sette si veniva bocciati! «Eh si, ricorda bene! Diciamo che nel caso del mio ‘teppista’ i professori hanno chiuso un occhio. Forse tutti e due...». E adesso che viaggia in minicar? «Quello che mi preoccupa di più è quando lo vedo scendere sugli sci dalle piste nere o quando parte da solo in treno per andare a trovare i suoi amici al mare. Preoccupazioni di mamma».
Con l’estate in casa Maino è arrivata un’altra bella notizia. Per le prossime vacanze estive sembra che un’associazione del Trentino Alto Adige voglia Riccardo come maestro di un gruppo di bambini down per iniziarli alla ginnastica. Lo chiamavano «teppista»...


© RIPRODUZIONE RISERVATA