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Ar...Rivas l'argentino dei sogni
Dribbling e follia per il Varese
VARESE Emanuel Benito Rivas è un giocatore del Varese. Tecnicamente, l'identikit è presto fatto: un Alessandro Carrozza nato a Quilmes, in Argentina, e non a Gallipoli. Forse meno ondeggiante, ma ugualmente letale nell'uno contro uno. Arriva a Masnago con un pedigree di tutto riguardo, con pagine di spessore scritte anche in serie A. Per informazioni, rivolgersi ad Ignazio Abate: il 27 settembre 2009, Rivas era di scena col Bari a San Siro contro il Milan; erano i super-Galletti di Giampiero Ventura, una squadra che faceva davvero frullare il pallone. La truppa pugliese giocò una grande gara e Rivas, incontenibile a sinistra, fece girare la testa ad Abate lungo tutti e novanta i minuti. Lo 0-0 finale lasciò l'amaro in bocca ai baresi, che avevano pregustato il possibile colpo grosso.
Storia e numeri del neo biancorosso: nato a Quilmes il 17 marzo 1983, arriva in Italia nel gennaio 2008 all'Arezzo, in C1; il club toscano lo preleva dal Talleres di Cordoba, squadra che milita nella seconda serie argentina. Dopo i sei mesi in Toscana, il Bari gli mette gli occhi addosso e in estate lo porta in Puglia: alla corte di Antonio Conte, Rivas mette insieme 22 presenze (14 da titolare) e segna un gol nel match casalingo contro il Mantova.
L'anno successivo, con Ventura in panchina, è confermato anche in serie A: 20 partite giocate (10 come titolare) e tre gol messi a segno contro Atalanta, Siena e Fiorentina. Nell'estate 2010, è chiamato col Bari a ripetere la magica stagione precedente: tentativo non riuscito, perché la truppa pugliese retrocede in B. Rivas gioca 22 volte, di cui solo otto nella formazione di partenza; un gol segnato, quello al Brescia nella vittoria interna (2-1) del 26 settembre 2010.
Quest'anno, vedi presenze accumulate (12), non rientra nei piani di mister Torrente e la cessione ne è la conseguenza. Sembrava destinato al Toro, dove avrebbe ritrovato maestro Ventura, ma così non è stato.
A Masnago arriva un ragazzo in cerca di riscatto che, nella sua testa, deve aver fatto due calcoli: primo, il Varese ha più chance del Bari di lottare per la A; secondo, sotto il Sacro Monte sarà in cima ai pensieri di mister Maran. Se queste sono le probabili congetture dell'ala neovaresina (prova ne è la disponibilità a guadagnare meno rispetto a quanto percepito Bari), la gente del Varese è in attesa dei fatti.
Uomo di grandi imprese e di altrettanto grandi pause, Rivas è chiamato a mettere in fila venti partite di alto profilo senza soluzione di continuità. Non sarebbe il primo, nelle ultime stagioni, a trovare a Varese una piccola Mecca per stralunati in cerca di consistenza: è successo con Paolo Grossi, per due anni un talento acerbo e discontinuo; è successo a Carrozza, da oggetto misterioso a simbolo del Varese che quasi afferra la serie A. Rivas sarebbe il terzo tentativo riuscito su tre: avanti il prossimo.
Luca Ielmini
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