«Bulgheroni-Caja, garanzie al PalA2A. E questa città merita il grande calcio»

«Bulgheroni-Caja, garanzie al PalA2A. E questa città merita il grande calcio»

L’ex sindaco di Varese Fontana e le sue due fedi: «Abbiamo sofferto, ora sogniamo»

L’ex sindaco di Varese Attilio Fontana non ha mai nascosto la sua grande passione per lo sport. Di comprovata fede milanista, ma questo è un discorso a parte, “extracittadino”, Fontana è uno storico abbonato della Pallacanestro Varese e allo stesso tempo un acceso sostenitore del Varese Calcio.

In questo primo anno in cui ha smesso i panni di inquilino di Palazzo Estense, ha probabilmente avuto modo di seguire di più e meglio le realtà cittadine, dal Varese Calcio alla Openjobmetis Varese. E, tenendoci ben distanti dalla politica, ci inoltriamo con l’ex primo cittadino nel mondo dello sport colorato di biancorosso.

Fontana, lei nell’estate del 2015 ha contribuito in maniera fattiva a far rinascere il calcio a Varese. Ha avuto paura che durante questa stagione il suo sforzo andasse disperso?

Sinceramente, il mio sforzo non conta nulla. Mi preoccupava di più il fatto che la città si ritrovasse senza una squadra di calcio, e credo che Varese abbia bisogno di una sua rappresentanza nel calcio che conta. Questa città si merita sicuramente una squadra ed una società che sappiano risalire la china.

Ora le acque sembrano essersi placate: ha conosciuto la nuova proprietà?

Ho avuto modo di conoscere il signor Aldo Taddeo in un incontro pubblico. Lungi da me dare giudizi sulle persone, personalmente credo e confido in tutte le persone che si spendono per il bene del Varese.

A tre giornate dalla fine e due punti da recuperare sul Cuneo capolista, crede nella vittoria del campionato di serie D?

Il Varese ha vissuto sicuramente un’annata travagliata, complicata ma ora sembra che le cose siano tornate in ordine. E la serenità ha contribuito a dare la giusta spinta alla squadra. Speriamo che in queste ultime tre partite si riesca a centrare l’obiettivo della risalita. Non è facile perché dovremo dipendere anche dai risultati delle altre, ma è fondamentale crederci.

Dal Franco Ossola, attraversiamo la strada e ci addentriamo nel PalA2A: una stagione inizialmente complessa anche per gli alfieri della pallacanestro, come la giudica?

Anche per loro è stata una stagione travagliata che però si è risolta nel modo migliore. O meglio, quasi. Non oso neanche fare questa ipotesi, ma se si dovesse riuscire ad entrare nei playoff potrei realmente dire che la stagione si è conclusa nel modo migliore. Peccato, davvero peccato per i primi mesi gettati via.

L’arrivo di Caja ha però dato una chiave di volta a questa annata. Cosa si sente di dire all’Artiglio?


Caja ha dato un contributo molto importante ma io sono sempre stato un suo grande sostenitore. Perché, se ricordate, due anni fa sponsorizzai la sua permanenza, che poi non si avverò. Sono quasi sempre stato presente al palazzetto quest’anno e devo dire che siamo tornati a vedere anche un po’ di bel gioco, che non guasta mai. Sono sempre stato un’esteta della compattezza di squadra, prima si difende e poi si attacca. Devo dire che Caja lo ha fatto benissimo.

La sua riconferma dà qualche garanzia in più in ottica futura?


Mi fa molto piacere che sia stato confermato, se lo merita. Al di là del grande lavoro che lui ha fatto, credo che la svolta sia giunta anche dopo la fine degli impegni europei. L’anno scorso era stata proprio l’Europa ad emozionare una città intera, me compreso, però parlavamo di una coppa di livello molto più basso rispetto a questa. La garanzia sul futuro però non è solo legata ad Attilio Caja, per quanto mi riguarda.

A chi, oltre a lui?


Toto Bulgheroni. Come avevo detto l’anno scorso, speriamo che al Toto torni la voglia di vincere. Lo dicevo da sindaco, lo dico da tifoso: una vittoria sarebbe una soddisfazione enorme anche per me che sono un tifoso dalla fine degli anni sessanta, dalla palestra dei pompieri.

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michele canters scrive: 21-04-2017 - 11:13h
Ero piccolo, ma ricordo anch'io le partite di basket disputate dalla grande Ignis nella palestra dei pompieri in via XXV Aprile! Per non parlare poi del "grande" Varese anni 60 che ci ha fatto sognare! Sarebbe bello, molto bello che sia il basket ma soprattutto il calcio tornino ad essere in primo piano a livello nazionale! Varese e i varesini, come giustamente sostiene Attilio, si meritano questo!